Politica, economia, informazione. Deriva del buon senso

Ridere e piangere. Sono le nostre reazioni dell’essere parte di una comunità che si organizza per vivere bene ed essere felice. Sembra che non basti più il procacciamento del cibo, della casa, del lavoro, del piacere – tutti mediati attraverso il denaro – ma avanza un sorta di “oltre”. Un tempo appannaggio di categorie limitate di persone (di potere, temporale e religioso), oggi, nelle nostre ricche economie, potenzialmente e fattivamente di ognuno.

Donald Trump, per il suo grande potere economico e politico, crediamo sia la massima espressione: “oltre” rispetto a quello che indichiamo genericamente come comune buon senso. Altrettanto succede al russo Vladimir Putin e (questo andrebbe analizzato a parte) non accade al cinese Xi Jinping. Poi ci sono quelli con meno potere, ma in qualche modo legati alla triade di cui sopra. Variabili rispetto non alla condivisione delle loro politiche, ma al senso logico delle stesse.

Tra le ultime espressioni segnaliamo alcune “locali”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto dice e ridice che è favorevole ad un servizio militare non professionale volontario.. e viene sbeffeggiato, insultato e minacciato da chi sostiene che non farà mai il servizio militare. La delegata Onu Francesca Albansee, di fronte all’assalto al quotidiano La Stampa, dice che non va bene, ma che i giornalisti ne traggano monito per come svolgono la loro professione.

I social sono strumento diffuso di queste espressioni. Con individui che hanno sempre da dire e proclamare, spesso insultare, ma quasi mai si confrontano dialetticamente.

E’ la deriva del buon senso. Della logica. Del razionale. Della semplicità. La supremazia dell’arroganza e delle verità rivelate, oltre – talvolta in spregio – le più comuni religioni.

“Oltre” non è più bizzarro o non-sense, come fosse satira. E’ ragion d’essere per affermarsi. L’attrazione e condivisione avviene come se il pubblico fosse di soli bimbi. “Perché ti piace?”. “Perché mostra autorità!”, financo “perché ha un bel rossetto”.

E questi ci governano.

Dicevamo “piangere e ridere”. Forse perché non riusciamo a pensare e sognare negativo. Incoraggiati dal fatto che quelli tra costoro che vanno al potere  rappresentano una sorta di maggioranza della minoranza che ha partecipato alle elezioni.

 

 

Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc