Il docufilm “Etna 1983. Un’impresa che sa di leggenda” consegnato al sindaco per fare memoria tra i banchi

CATANIA – “Nonno ma questi nella foto sono papà e lo zio? C’è una data: 1983”. “Rosario ma tu sai cos’è successo allora? Te lo racconto io”.
Sembra un semplice dialogo tra nonno e nipote e invece è il racconto di qualcosa di straordinario che accadde 42 anni fa. Un’impresa, una storia lontana, una leggenda: quando l’Etna minacciò Catania e la città la sfidò, vincendo un duello incredibile, grazie alla collaborazione di istituzioni, protezione civile e soprattutto imprenditori che con coraggio agirono senza attese né paure, regalandoci una pagina straordinaria della memoria siciliana.

È la storia della famiglia Colombrita, che venerdì sera è salita sul palco del Teatro ABC, per ripercorrere l’operazione che tanti anni fa riuscì a deviare la colata dell’Etna, salvando Nicolosi e i paesi vicini. Memoria, responsabilità e protezione del territorio sono stati raccontati, attraverso un docufilm e le testimonianze di chi c’era: «“Impresa” – ha spiegato l’ing. Filippo Colombrita – perché fu un’attività in cui si misero d’accordo, nel giro di poche ore, tutti i soggetti interessati: la protezione civile, le istituzioni, le forze dell’ordine ma anche imprenditori e comunità locali. “Leggenda”, perché quello che è stato fatto sull’Etna nel 1983 è il primo tentativo riuscito dell’uomo di deviare la colata lavica. Evento che cambiò per sempre la storia della vulcanologia».
La serata ha messo attorno allo stesso palco istituzioni nazionali e regionali, mondo accademico, protezione civile e comunità etnea. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso con un messaggio ha sottolineato: «Fu un esempio di determinazione, lavoro di squadra e senso del dovere che, messi insieme, trasformarono un grave ostacolo in opportunità. Oggi attraverso il docufilm e le testimonianze dei protagonisti, abbiamo l’occasione per tramandare alle nuove generazioni i valori della memoria, della cooperazione e della competenza a servizio della comunità».


Valori che non possono che essere tramandati proprio da colui che per primo 42 anni fa sfidò la natura e che ha promosso questo evento, il prof. ing. Rosario Colombrita: «Avevo 34 anni ed ero un giovane ingegnere insediatosi presso l’Università di Catania. In occasione dell’eruzione del 1983 fummo chiamati da alcuni vulcanologi per individuare una soluzione che scongiurasse danni ai paesi etnei. Un’impresa riconosciuta a livello mondiale: il primo tentativo organizzato di deviazione della colata lavica». L’evento è stato patrocinato dall’ARS e dall’Associazione Cenacum, presieduta da Rosalba Panvini. Per il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno «questa serata serve a ricordare il sacrificio, l’intuizione e il coraggio di un grande imprenditore che ha messo tutto se stesso per fare qualcosa di straordinario: deviare un fenomeno naturale che avrebbe potuto devastare tantissime abitazioni».
Dopo i saluti istituzionali, la serata è entrata nel vivo con la proiezione del docufilm: un racconto costruito con filmati originali, titoli di giornale e voci di chi c’era, che ha fatto rivivere in platea quelle ore in cui il coraggio divenne organizzazione e le competenze si intrecciarono in una sola squadra, riuscendo ad aprire la breccia che costrinse la lava a cambiare percorso. «Il docufilm che abbiamo visto – ha dichiarato l’europarlamentare Ruggero Razza – ha una doppia funzione: da un lato ci racconta ciò che è stato, dall’altro ci ricorda che nella storia di quello che è accaduto risiede l’identità profonda di come sappiamo reagire agli eventi e trasformarli in un’opportunità.»
Nel corso della serata, il quotidiano La Sicilia ha consegnato simbolicamente alla famiglia Colombrita una selezione delle pagine storiche dell’epoca, a testimonianza del ruolo fondamentale dell’informazione nel tenere unita la comunità in momenti di emergenza.
«Era il 14 maggio 1983 e il giornale La Sicilia titolò così “Un’impresa che sa di leggenda” e questo è il titolo che la famiglia Colombrita ha scelto per questa serata – ha dichiarato condirettore Domenico Ciancio Sanfilippo – Il nostro giornale è felice di poter omaggiare le prime pagine storiche alla famiglia Colombrita».
Sul palco è intervenuto anche Franz Zipper, allora direttore delle Operazioni di soccorso e oggi componente della Scuola nazionale medici del Soccorso alpino: «I miei ricordi, molto articolati, sono belli e brutti: ci furono grandi successi, ma anche tanta distruzione. Oggi a quei ricordi si aggiunge l’emozione del tempo che passa e che, proprio per questo, ci aiuta a non dimenticare».
Un’emozione anche per il Rettore dell’Università di Catania Enrico Foti, che, tanti anni fa, fu allievo del prof. Rosario Colombrita: «
Rimasi sveglio tutta la notte per seguire l’evento, davanti a una piccola televisione in bianco e nero. Nei mesi successivi, ritrovarmi il professore in aula fu una grande emozione. Tutta l’Italia guardava a Catania: era una sfida contro la natura che riuscì e di cui ancora oggi conserviamo memoria».
«Si sono assunti la responsabilità di deviare la lava su un altro percorso – ha aggiunto dirigente generale del Dipartimento regionale di Protezione Civile Salvo Cocina – un rischio per tutte le persone che hanno operato ma una scelta di grande coraggio».
In chiusura, l’ing. Filippo Colombrita ha affidato al sindaco di Catania Enrico Trantino la chiavetta contenente il docufilm, a nome di tutta la famiglia e di “tutti gli uomini dell’impresa del 1983”, perché questa memoria possa essere custodita e condivisa come bene civico. «Ringrazio la famiglia Colombrita per ciò che ha fatto 42 anni fa e per questo gesto rivolto a tutta la città di Catania», ha dichiarato il sindaco.
Un lungo applauso delle oltre 800 persone presenti ha chiuso la serata, mentre sul palco si è riunita l’intera famiglia Colombrita – dai nonni ai nipoti – compreso il piccolo Rosario, protagonista del docufilm. Non solo il racconto di un intervento ingegneristico riuscito, ma il ritratto di una comunità che, di fronte al rischio, ha saputo stringere un’alleanza.