ESCLUSIVA IMG PRESS: LA STRATEGIA DI CATENO DE LUCA PER TENERE MESSINA SOTTO SCACCO

Messina – La politica si sa, è fatta di strategie. Ma non vorremmo che, di strategia in strategia, si perdesse di vista l’essenziale che è sempre l’amministrazione! Ma con Cateno De Luca tutto diventa una sceneggiata. Che la Madonna della Lettera ci protegga…

Gira voce tra i corridoi di Palazzo Zanca che sia stata decisa una strategia secondo la quale per l’elezione del presidente del consiglio comunale bisognerà aspettare che si svolgano prima le elezioni del Sindaco di Taormina.
La ragione di tale strategia è chiara: Cateno De Luca ha paura di non riuscire a eleggere Nello Pergolizzi a Presidente del Consiglio comunale ed è consapevole, che una definitiva disfatta, in aula, getterebbe più di un’ombra sulla sua credibilità come super amministratore locale nella competizione elettorale a Taormina. Quindi che si fa? Si posticipa, si fa melina, quasi si trattasse di una partita di calcio.
La strategia si spinge fino a prevedere eventuali piani B e pure C…: se l’opposizione dovesse chiedere la convocazione della seduta per l’elezione del Presidente prima del 28 maggio, c’è pronto il sacrificio di De Leo il quale avrebbe ricevuto ordine di dimettersi per bloccare nuovamente l’elezione e fare scattare per la seconda volta i termini per la sua sostituzione (al suo posto dovrebbe subentrare Giuseppe Schepis che aspetta dal giugno 2022…).
Ma non basta! Perché nel tentativo di creare confusione tra i componenti della opposizione e minare la credibilità di quello che sembra essere il candidato più probabile (Maurizio Croce), la squadretta di Scateno ha pensato di sollevare una tardiva questione di presunta incompatibilità del consigliere Croce, formulando un quesito al segretario generale che, ovviamente, avrà bisogno di almeno una settimana per rispondere!
Se fossimo su un campo di calcio, diremmo che la squadra Basile ha deciso di adottare lo schema catenaccio e di fare melina allo sfinimento.
Obiettivo: non fare toccare palla alla squadra avversaria!
Ma siccome stiamo parlando del Civico consesso, non riteniamo di potere assistere con indifferenza a queste strategie senza denunciare il volto più becero di un certo modo di fare politica, che piega i diritti della collettività agli interessi del gruppo politico, e pretende di condizionare la politica cittadina al destino del leader di Sicilia Vera nelle prossime elezioni amministrative di Taormina.
Il sindaco Basile ha un preciso dovere verso i cittadini messinesi, ed è quello di amministrare nel rispetto dei tempi e delle disposizioni di legge.
Basile, eletto grazie alla lodevolissima presentazione che ne fece lo stesso De Luca, che elogió la capacità di Basile di conoscere i conti del Comune di Messina (di cui è stato anche il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti prima ancora che il Direttore Generale e poi il Sindaco) è già in colpevole ritardo nell’approvazione del bilancio (termine scaduto il 30 aprile poi prorogato di un mese da Legislatore).
Dunque se accetterà la strategia decisa da De Luca, Basile dovrà attendere lo svolgimento delle elezioni a Taormina prima di potere portare il bilancio in aula.
Nel frattempo, senza l’approvazione del bilancio, la Ragioneria esegue i pagamenti in dodicesimi (cioè anticipando la capienza dei fondi per eseguire i pagamenti non sull’intera somma, ma sul dodicesimo della stessa secondo il mese in cui viene messo all’incasso) e se si va avanti così, si passerà alla anticipazione di cassa.
Non proprio una bella scelta per un’amministrazione che si è fatta eleggere garantendo la continuità con quella di De Luca che i bilanci li approvava tra i primi in Italia (e comunque mai l’amministrazione De Luca è arrivata fino al mese di maggio senza approvare il bilancio!).
Basile dunque è stretto tra la fedeltà al leader di Sicilia Vera e l’infedeltà al suo mandato, che invece gli imporrebbe di rispettare i tempi per l’approvazione del bilancio e non esporre il Comune ad eventuali rilievi contabili.
Tutto questo sempre mentre si attende la decisione della Corte dei Conti sul piano di riequilibrio…
In conclusione, ci vengono in mente le parole di Sun Tzu secondo il quale la migliore battaglia è quella che non si combatte.
Ma non vorremmo che la fuga in avanti di De Luca, impegnato a sventare gli effetti della evidente disfatta che si è consumata il 2 maggio in consiglio comunale, si traducesse in una tragica ritirata di Basile dal campo di battaglia, o meglio dal Consiglio Comunale.
In termini ancora più chiari: per quanto tempo ancora Basile accetterà le scelte di De Luca e piegherà i tempi e i modi della sua amministrazione ai bisogni (politici, elettorali, personali) del suo leader politico?
Questa è la domanda che rivolgiamo a Basile, dal quale ci aspettiamo una risposta, se non a parole, almeno nei fatti con l’invito al Consigliere Alessandro De Leo (che presiede l’aula in quanto consigliere con il maggior numero di voti) all’immediata convocazione della seduta per l’elezione del Presidente e il divieto di fare – ritorniamo al gergo calcistico – falli da frustrazione come le dimissioni dell’ultima ora.
Prevarrà la strategia di De Luca o il rispetto dei cittadini che attendono l’approvazione di atti importanti come il bilancio, il regolamento Tari e il rinnovo dei contratti di servizio?
davvero si può pensare che il Consiglio comunale debba stare in stallo fino alle elezioni di Taormina per non danneggiare i piani di De Luca che ha abbandonato Messina, dichiarando nella diretta del 2 maggio, che non aveva più tempo da perdere con questa città?