Aurora Padalino: gli artisti sono lo specchio della Sicilia che chiede rispetto, dignità e libertà

Si fa un gran parlare di Cultura che spesso se ne dimentica i contenuti. In Sicilia, per esempio, ci si indigna per la nomina dell’assessore targato Lega ma si preferisce far finta di nulla sulle scelte fatte in questi anni dalla politica che non hanno per nulla aiutato chi vive di arte. La cultura, nella visione di miope della classe dirigente, non produce benefici materiali, ma rappresenta un costo. E invece, il patrimonio culturale è ancora oggi una risorsa poco valorizzata, a dispetto della sua notevole consistenza e della sua elevato appeal da un punto di vista turistico.

Girando per la Sicilia, si scoprono realtà così belle, ricche e vive che vien da dire “Ce la faremo, siamo una terra piena di risorse, questa è la nostra identità vera, quella che vogliamo”. A suscitare un simile pensiero positivo sono storie semplici di persone che nonostante tutto e tutti credono in questo percorso: da una grande festa per i bambini e le loro famiglie al teatro più impegnato.

Da sempre  i sogni  d’infanzia si contraddistinguono anche per uno sguardo rivolto a tutto ciò che è arte, spettacolo, recitazione, danza. Ecco allora la storia di una donna siciliana molto brava: il suo nome è Aurora Padalino

 

Aurora, siciliana, attrice, ami il teatro: quanto è difficile vivere di passioni e cultura?
Per chi come me nasce con questa forte passione non è difficile viverci perché lo si ha dentro nelle vene nel sangue, il difficile è mantenersi, mettere il pane a tavola solo di questo. In Italia la cultura è presa poco in considerazione e soprattutto chi la crea e mi auguro che tutto ciò cambi profondamente perché ci vuole tanto coraggio per scegliere di non fare niente altro.  Io personalmente faccio anche altri lavori per mantenere un sogno. Vivere e mantenersi solo di passione e cultura in Italia significa rinunciare a molte cose soprattutto se non hai nessuno che ti può sostenere o aiutare economicamente. Ecco perché spero e mi auguro che le cose possano cambiare e gli artisti ricevere i giusti riconoscimenti.

Ti piace recitare e il teatro è per il momento il tuo palcoscenico: immagino l’emozione nel confrontarsi dal vivo con il pubblico in sala…
Amo profondamente il mio lavoro. L’emozione che si vive è inspiegabile, direi magica.

Il segreto per non fare scena muta?
Improvvisare. Questo è il segreto ma non è affatto semplice anche per improvvisare occorre studiare, i grandi professionisti ci riescono in maniera fantastica io spero un giorno di diventare tanto brava da riuscire a improvvisare in maniera disinvolta perché sono una molto precisa che si attiene al copione ma anche a me è capitato di improvvisare parecchie volte e devo dire che me la sono cavata egregiamente.

Recitare nell’epoca del virtuale, dei social, è diventata una crociata contro internet: basta tenere le persone distanti le une dalle altre. E’ ora di tornare a guardarsi negli occhi e di dialogare?
Recitare nell’epoca del virtuale si può ma solo ricercando la profondità e la curiosità della gente senza diventare noiosi. Il virtuale esiste ma sembra diventato indispensabile. Credo ci sia troppo e la gente non è più interessata a conoscere, ascoltare, fermarsi a guardarsi si sta togliendo la bellezza e il valore del tempo semplicemente perché si crede di sapere già tutto dell’altro. Per quel che mi riguarda, preferisco l’essenziale. Quindi possiamo unire le immagini al virtuale ma la storia la raccontiamo a teatro dal vivo.

E’ di questi giorni la polemica per la nomina di un nuovo assessore alla Cultura targato Lega. Mi chiedo: ma la Sicilia negli ultimi anni ha aiutato i suoi artisti?
Ti rispondo con una frase di un mio pezzo. “La Sicilia è fimmina, madre che accoglie con l’abbraccio del sole, il profumo del mare, zagara, aranci, limoni e gelsomini. Sempre pronta ad aiutare, pronta a partorire e crescere figghi ri valuri, sperando ca sti figghi la possano un giorno proteggere e curare a sua volta. Idda un si lassa cummanari o dominari ri nuddu e un cavallo ca un canisci patruni, un si lassa legare o cavalcare perché dentro tiene rispetto e dignità e valore per la libertà”. Non è la Sicilia ma chi la domina e credo che gli artisti sono tutti lo specchio della Sicilia che chiede rispetto, dignità e libertà. Questo è il tempo giusto per farlo.

L’ultimo libro letto?
Stefania Auci, I leoni di Sicilia.

Autori preferiti?
Luigi Pirandello, Ungaretti, Andrea Camilleri, Gianni Rodari, Elsa Morante, Alda Merini, Nadia Terranova e apprezzo molto Oriana Fallaci.

Scrivi e ti piace coinvolgere anche i più piccoli: ci vuole tanto amore, pazienza e che altro?
Amore, pazienza e fede. Sono una donna con una profonda fede e credo che la fede è fondamentale in tutte le cose. La benzina per continuare e non mollare mai.

Cosa rende una recita un evento speciale?
Credo che tutto può diventare speciale se è fatto bene e con amore ma diventa davvero speciale se il messaggio ha un fine preciso e profondo.

Dicono sia più facile fare cinema per chi fa teatro…
Questo te lo saprò dire quando mi chiameranno per fare un film. Anche se già ho provato l’esperienza sul set e devo dire che mi è piaciuto moltissimo infatti spero si possa ripetere al più presto.

Ti sei mai sentita, in quanto donna, di avere delle limitazioni?
Assolutamente no, anche se i fattori esterni mettono le donne a faticare il doppio anzi il triplo per farsi ascoltare e prenderle sul serio ma le cose stanno cambiando e moltissime donne stanno rivendicando i propri diritti, soprattutto sul lavoro per dimostrare che c’è altro oltre il bell’aspetto.

Che cos’è una donna libera?
Per me una donna libera è colei che non si piega al compromesso, che sa accettarsi e piacersi così per com’è prego e difetti, una donna che non ha paura di parlare o di mostrarsi, che sa scegliere se dire si ma soprattutto no!

A chi devi dire grazie per la tua crescita di artista?
Io ringrazio tutte le persone con cui ho collaborato in questi anni perché mi hanno insegnato qualcosa ma soprattutto il mio maestro Mario Pupella per avermi trasmesso attraverso la sua umiltà e dedizione la profondità del nostro lavoro.