Arbitri, canestri, Sicilia. Che cosa sarà mai accaduto?

Arbitri, canestri, Sicilia: che cosa sarà mai questa polemica se confrontiamo ciò che succede in Europa. Eppure a noi pare che la foga che Fip Sicilia mette nel tentativo di difendere la gestione dei fischietti  assomiglia molto a quella con cui gli inglesi difendevano il loro impero. Il mondo cambiava intorno a loro e loro continuavano a trovare discretamente inopportune le istanze di indipendenza delle vecchie colonie.

Nei limiti del paradosso la situazione del basket siciliano – da quella dei campionati agli arbitri – non è molto diversa. Sembrerebbe che il presidente Riccardo Caruso si appresta a varare un piano eccezionale a difesa degli arbitri chiedendo con slancio quasi mistico l’appoggio delle società, la loro pazienza e indirettamente i loro soldi, molti soldi.

Forse sarebbe il caso di riflettere: sono così abituati a dare esclusiva importanza alle loro cose, da non rendersi conto che difendendo certe scelte e certi uomini a qualunque costo ottengono solo di difendere un privilegio da veri signori feudali. La Sicilia dei canestri non è da meno del basket europeo!
Sembrerebbe proprio di sì mentre in Europa i club si scagliano contro gli arbitri rifiutandosi di disputare il secondo tempo di una gara della Coppa di Grecia o non presentandosi alla premiazione della finale della Coppa di Serbia o, ancora peggio, chiedendo la testa dei tre arbitri della finale della Coppa di Spagna con tanto di scuse del sindacato arbitrale Spagnolo. Per non dimenticare quel che accadde durante l’intervallo della gara di Eurolega, quando il presidente di una delle formazioni impegnate nella sfida, disse che degli arbitri si erano venduti la partita. Tristezza infinita!

Povera Italia, povera Sicilia: siamo noi che abbiamo più furbizia di tutta l’Europa messa insieme, noi che monopolizziamo il gioco, noi che depauperiamo i vivai altrui e che facciamo notizia. E siamo ancora noi gli unici che possono avere così tanta cura della propria classe arbitrale.

Salvo poi scoprire che in Sicilia ci sono società, con trascorsi gloriosi, e con enorme peso politico che propongono pubblicamente “maggiore attenzione alle designazioni”(fonte http://www.siciliabasket.it/b-femm-la-rescifina-messina-espugna-trapani-allovertime-e-propone-maggiore-attenzione-alle-designazioni/).

Come sempre, quando si tratta del proprio tornaconto la posta è altissima e speriamo solo di esserne degni. Se la società cara all’ex presidente di Fip Sicilia, Antonio Rescifina, si lamenta con tanto di nota stampa degli arbitri, che cosa vorrà dire? Cosa dobbiamo attenderci?

IMG Press, in tempi non molto lontani, e a più riprese, ha raccontato con forza il malessere del mondo arbitrale siciliano – per completezza d’informazione si riportano in fondo i link degli articoli ndr – nelle nostre condizioni nessuno continua ad avere il dovere di vincere, ma nemmeno di doverci convincere che deve esserci una guerra quotidiana e che per giunta dev’essere santa. Caruso e Rescifina stanno invece provandoci con grande pervicacia.
Allora con forza riproponiamo un fatto che pone inquietanti interrogativi sulla gestione arbitrale e, in particolare, sulle designazioni degli arbitri nel massimo campionato maschile (C/Silver) gestito dal comitato siciliano.
Basta consultare il sito www.fip.it/sicilia per scorgere che per la gara n. 142 del 24-2-2019 ore 18,00 tra BASKET SCHOOL MESSINA A.DIL – ASD ORSA BASKET BARCELLONA sono stati designati i signori Migliaccio Matteo e Celia Gianmaria di Catanzaro (CZ).

Ai più è sembrata stranissima questa designazione suscitando molti dubbi e cattivi pensieri. Caruso ci perdonerà se la sua politica e soprattutto le sue scelte non sono credute a priori. Non sappiamo se sia triste, ma crediamo sia profondamente vero. E per essere seri, un commissario arbitri, un presidente di una federazione deve ragionare seriamente sul ruolo emotivo della squadra che dirige.

Il resto è routine, soprattutto per una regione che per storia, cultura, basi tecniche ed economiche è sempre tra quelle che hanno problemi di crescita sportiva. Prendiamo gli arbitri: possibile che dopo le promozioni dei fratelli Attard, in Serie B, non ci sono fischietti isolani che possano arbitrare un derby nella fase regolare del campionato?

Se Caruso si ostina davvero a chiedere fiducia alle società a occhi chiusi a prescindere dal valore degli arbitri, se condannerà un gioco che è fatto di letture, di ritmo, di continuità a interrompersi continuamente per colpa delle polemiche e delle proteste, avrà arbitri annoiati, società imbestialite e tifosi a pezzi. E poi: ci chiediamo: sono state le società di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto a voler arbitri di fuori regione?

Ora che stiamo facendo scuola di vita forse è tempo ci si rassegni anche noi a essere uguali agli altri. Si tratta di giocare a basket, in fondo. E lo abbiamo sempre saputo fare. O no? Altrimenti tutti quei premi, quegli elogi ai tecnici federali, ai giovani fischietti siciliani, quei viaggi premio per le manifestazioni sportive, che li pubblicizziamo a fare?

A meno che sono altre le motivazioni che hanno indotto il designatore, Simone Barone, a ricorrere ad arbitri di altra regione. Si è dato forse seguito alla dichiarazione pubblica della società cara ad Antonio Rescifina?
Questi interrogativi li giriamo al Presidente regionale/commissario degli arbitri, Riccardo Caruso, dal quale, per una volta, ci aspettiamo in forma pubblica una risposta chiara. Sopratutto per fugare le dicerie, alle quali IMG Press non dà nessun valore, che narrano di un raduno di metà campionato degli arbitri siciliani di serie C, con momenti imbarazzanti tra i vertici regionali e arbitri in merito alla presunta condotta di tesserati in generale e degli arbitri in particolar modo, sulla condotta da tenere nelle competizioni che li vedano protagonisti, vietando di effettuare o accettare direttamente o indirettamente scommesse sui risultati organizzati in ambito federale.

Sul fenomeno delle scommesse, abbiamo sentito e letto le cose più incredibili. Premettiamo di non avere né certezze né soluzioni. Invidiamo anzi molto quelli che continuano ad aver fiducia nelle sciocchezze che dicono. Vorremmo però rimanere ai fatti. Sull’illegalità del fenomeno si discute ormai da anni. Si sono fatte tavole rotonde infinitamente più numerose che per migliorare il gioco del basket e la sportività.

Abbiamo avuto pure la vergogna di una inchiesta penale denominata Baskettopoli. Se non è cambiato niente, bisognerà pure prenderne atto. Rassegnarsi no, ma capire che si tratta di un problema più grande del basket, questo probabilmente sì. Abbiamo anzi il dubbio che il movimento della pallacanestro continui a cercare di tenere le mani sul problema proprio per lasciarlo basso. Finché si dà la colpa alla poca onestà di qualche tesserato si ha sempre l’illusione che sia un problema risolvibile, che ci sia un colpevole preciso, un giorno o l’altro raggiungibile.

L’alibi più frequente è che il basket, a tutti i livelli, persino nei campionati giovanili, è protagonista nei link della società di scommesse, ma proprio per questo necessità una maggiore attenzione e una fermezza nei comportamenti di chi ha responsabilità di gestione senza esitare, qualora in possesso di informazioni, di denunciare alla Procura della Repubblica fatti e circostanze. No omertà, no codardia!

Ecco perché riteniamo di condividere la frase di Aldo BusiNon è l’occasione che fa l’uomo ladro, ma l’uomo che fa l’occasione” e la pallacanestro siciliana non può permetterselo di tenere il sacco ai ladri!

Il grido che leggiamo nel comunicato stampa della Rescifina sulla designazione degli arbitri è soprattutto di paura: che qualcosa di amichevole si sia rotto tra Antonio e Riccardo (Caruso)? E la chiamata di fischietti calabresi per la C/silver siciliana che vorrà dire? C’è da dire semmai che se Caruso risolve il suo problema, risolve automaticamente anche quello di Rescifina. Ma qui si ricomincerebbe da capo con l’uovo e la gallina: nessun cartello di potere dà il diritto alla certezza di lavorare in mezzo a persone facili da stimare e da amare. Vero presidente?

Ciuff…e…Tino

BASKET SCHOOL MESSINA A.DIL. ASD ORSA BASKET BARCELLONA
000142 PALAMILI – S.S. 114 Km. 8,660 – Mili Mari MESSINA ME 24/02/2019 – 18:00
Squadra di casa: BASKET SCHOOL MESSINA A.DIL.
Squadra ospite: ASD ORSA BASKET BARCELLONA
Campo di gioco: PALAMILI, S.S. 114 Km. 8,660 – Mili Mari MESSINA (ME)
1° Arbitro: MIGLIACCIO MATTEO di CATANZARO (CZ)
2° Arbitro: CELIA GIANMARIA di CATANZARO (CZ)
Segnapunti: PANTE’ANGELA MARIA di SAN FILIPPO DEL MELA (ME)
Cronometrista: PRINCIPE YURI di MESSINA (ME)
24 Secondi: PAULESU BEATRICE SOLAR di SAN FILIPPO DEL MELA (ME)

https://www.imgpress.it/sport/il-basket-a-modo-mio-arbitri-ribellatevi-la-vendetta/
https://www.imgpress.it/sport/il-basket-a-modo-loro-quando-il-capo-non-ce-anche-gli-asini-fischiano/
https://www.imgpress.it/tag/commissario-arbitri/
https://www.imgpress.it/sport/il-basket-in-sicilia-gli-arbitri-houston-abbiamo-un-problema/
https://www.imgpress.it/sport/larte-della-mail-per-il-malcontento-degli-arbitri-quando-una-menzogna-vale-piu-di-una-verita/
https://www.imgpress.it/sport/basket-serie-a-lamonica-e-il-rientro-in-italia/
https://www.imgpress.it/sport/basket-polemiche-le-misteriose-email-che-raccontano-la-crisi-della-cia-sicilia/
https://www.imgpress.it/sport/il-basket-a-modo-mio-diamo-al-corvo-quel-che-e-del-corvo/