QUANTE COSE CHE SI SCOPRONO TRA LE CARTE DEL ROS
CASO MONTAGNA: NESSUN PROBLEMA ONOREVOLE GERMANĄ, TANTO SONO SOLO FESSERIE

Lotta alla mafia(23/12/2008) -

CONTINUIAMO NELLA PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI DELL'OPERAZIONE MONTAGNA AL FINE DI FARE CHIAREZZA SUI REALI RAPPORTI TRA ALCUNI POLITICI E PERSONAGGI IN ODOR DI MAFIA. A DIMOSTRAZIONE CHE LA MAFIA NELLA PROVINCIA DI MESSINA E' FORTE E DETERMINA LE NOMINE E LE ELEZIONI POLITICHE.

10.39 e 11.20 - FRASCONA’ CANTALANOTTE e BONANNO CONTI Armando si incontrano al semaforo di Acquedolci. Seguono contatti, sempre in data 31.10.2005, tra ARMELI Vincenzo, COSTANZO ZAMMATARO Salvatore e GALATI GIORDANO “Lupin” da cui si comprende che CALABRESE era stato contattato da ARMELI Vincenzo e che questi lo aveva invitato a recarsi a San Salvatore di Fitalia. Risulta del pari dai controlli che il CALABRESE non si sente per nulla tranquillo, visto che non conosce l’esatto tenore della chiacchierata che FRASCONA’ CANTALANOTTE aveva avuto con i Tortoriciani. Viene tuttavia tranquillizzato da FRASCONA’ CANTALANOTTE, che gli fa presente che è importante “non guastare le cose”, che bisogna viceversa “abissare”. Parole rassicuranti al CALABRESE giungono anche dal BONANNO CONTI Armando, che era stato informato di ogni cosa dal FRASCONA’ CANTALANOTTE.
01/11/2005
Giornata particolarmente importante perché CALABRESE Antonino deve incontrare i Batanesi e a Capizzi BONANNO CONTI, SCIORTINO Santo e ARCOVITA Francesco devono incontrare FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò.
Sul primo argomento:
ARMELI Vincenzo comunica a GALATI GIORDANO “Lupin” che l’appuntamento avrebbe avuto luogo intono a mezzogiorno sul litorale, ai semafori. GALATI GIORDANO “Lupin” chiede uno slittamento dell’orario. ARMELI Vincenzo comunica a CALABRESE che l’appuntamento è a Rocca. CALABRESE in compagnia di MUSARRA AMATO Benedetto si reca a Rocca. ARMELI Vincenzo, COSTANZO ZAMMATARO Salvatore e GALATI GIORDANO “Lupin” si accordano per vedersi a Tortorici davanti al Banco di Sicilia. COSTANZO ZAMMATARO Salvatore e GALATI GIORDANO “Lupin” vengono invitati da BARBAGIOVANNI Carmelo “Muzzuni” a parlare tra loro prima dell’appuntamento. ARMELI guida CALABRESE e MUSARRA AMATO a Tortorici nei pressi del cimitero. Ad attenderli ci sono GALATI GIORDANO “Lupin”, BARBAGIOVANNI Carmelo “Muzzuni” e COSTANZO ZAMMATARO Salvatore. I CC osservano l’auto di CALABRESE Antonino parcata nei pressi del cimitero di Tortorici e lo stesso CALABRESE e MUSARRA AMATO che si avviano per il ritorno accompagnati da ARMELI Vincenzo. L’ambientale durante il viaggio i ritorno dà conferma del fatto che i Batanesi hanno richiesto somme di denaro per consentirgli di continuare nei lavori. CALABRESE Antonino informa di tutto FRASCONA’ CANTALANOTTE, che dimostra di avere appreso lo sviluppo degli avvenimenti in precedenza da altri.
12.11.2005
A partire dal 12.11.2005 contatti tra CALABRESE “Perno”, ARMELI Vincenzo e GALATI GIORDANO “Lupin”, da cui si desume che CALABRESE Antonino, accompagnato da MUSARRA AMATO Benedetto dovrebbe incontrare GALATI GIORDANO “Lupin” a Rocca di Caprileone il 13 novembre (ma sembrerebbe che l’incontro sia saltato). Viene previsto un secondo incontro a San Salvatore di Fitalia per il 17 novembre; all’incontro, avvenuto tra le 10,00 e le 11,00, partecipano CALABRESE Antonino, ARMELI Vincenzoi e GALATI GIORDANO “Lupin”, giunto sul posto in compagnia di COSTANZO ZAMMATARO Salvatore e COSTANZO ZAMMATARO Sebastiano. Sulla via del ritorno GALATI GIORDANO Vincenzo chiama BARBAGIOVANNI Carmelo “Muzzuni” e concorda un incontro con lo stesso; CALABRESE “Perno”chiama FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò e gli chiede di incontrarlo a Capizzi, come in effetti avverrà intorno alle ore 13.15..
04.12.2005 e successivi
Contatti tra CALABRESE “Perno”, MUSARRA AMATO Benedetto, ARMELI Vincenzo, GALATI GIORDANO “Lupin” e COSTANZO ZAMMATARO Sebastiano. CALABRESE Antonino “Perno” e ARMELI Vincenzo concordano un appuntamento per le ore 10.00 del giorno 05.12.
09.12.2005
CALABRESE “Perno” chiama ARMELI Vincenzo facendogli capire che vuole incontrare GALATI GIORDANO Vincenzo “Lupin”. Chiama pure COSTANZO ZAMMATARO Sebastiano, cognato del “Lupin”. COSTANZO ZAMMATARO Sebastiano contatta GALATI GIORDANO “Lupin”. Viene fissato l’appuntamento con CALABRESE Antonino “Perno” per le ore 15.00-15.30; l’incontro avviene a partire dalle ore 15.35 davanti al bar Frisenda di Rocca di Caprileone e sono presenti GALATI GIORDANO Vincenzo “Lupin”, COSTANZO ZAMMATARO Salvatore e CALABRESE Antonino “Perno”. Alle ore 16.00 circa i CC. perquisiscono GALATI GIORDANO “Lupin” e rinvengono la somma di euro 3.650; il GALATI GIORDANO “Lupin” telefona alla convivente e la invita a prendere tutti i soldi, metterli in una busta e “salirli là”. Alle 18.34 avvisa della perquisizione anche BARBAGIOVANNI Carmelo “Muzzuni”.
Fino ottobre 2005 FRASCONA’ dispone che CALABRESE Antonino e MUSARRA AMATO Benedetto si riforniscano per quanto necessario ai lavori della metanizzazione da BERNA NASCA Michele (vds telefonate 27/10/2005)
30/10/2005 Contatti tra FRASCONA’ CANTALANOTTE e GERMANA’ junior intervengono anche il 30 ottobre 2005. FRASCONA’ CANTALANOTTE che si trova assieme a CALABRESE “Perno” telefona al GERMANA’. In un’ambientale di poco successiva rispetto alla conversazione via filo, CALABRESE e FRASCONA’ CANTALANOTTE fanno allusione a lavori che dovranno essere assegnati dalla protezione Civile e ai quali il FRASCONA’ CANTALANOTTE è interessato. Poco dopo ai due si aggiunge BONANNO CONTI. Viene chiamato nuovamente per telefono GERMANA’.
04/11/2005 significativa conversazione tra FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò e BONANNO CONTI Armando, da cui traspare il ruolo preminente di CALANDRA rispetto a TESTA CAMILLO nonché la strisciante contrapposizione tra gli ultimi due. A proposito dei problemi che stanno sorgendo tra i “Batanesi” legati saldamente a TESTA CAMILLO e il gruppo più propriamente “Mistrettese” facente capo a FRASCONA’ CANTALANOTTE, quest’ultimo, facendo riferimento all’assenza del CALANDRA, quasi sempre a Catania, ha a dire: “è come dicevi tu…..manca quello….e questo se ne fotte..”, così sottolineando come dell’assenza del CALANDRA si giovasse il TESTA CAMILLO Bartolomeo.
07/11/2005 GERMANA’ conversando con FRASCONA’ CANTALANOTTE gli chiede espressamente i voti per le elezioni di Messina. FRASCONA’ CANTALANOTTE si mette a disposizione.
10/11/2005 conversazione in cui BONANNO CONTI Armando si fa portavoce presso FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò dell’esigenza di SCIORTINO Santo ed ARCOVITA Francesco di incontrare CALANDRA.
20/11/2005 FRASCONA’ CANTALANOTTE conversando con MIRAGLIA FACIANO Salvatore dice che la stessa sera sarà impegnato a Capizzi per via della visita dell’onorevole CUFFARO.
21/11/2005 Segnalato alla DDA di Messina quale indagato nell’ambito dell’operazione “SCIPIONE” (relativa agli anni 2003-2004), assieme a BARBAGIOVANNI Carmelo, RAMPULLA Sebastiano, RAMPULLA Maria, IUDICELLO Pietro, SMIRIGLIA Angelo, SMIRIGLIA Carlo, BISOGNANO Carmelo, SMIRIGLIA Antonino, BERNA NASCA Michele, SCINARDO Mario Giuseppe ed altri.
26/11/2005 FRASCONA’ CANTALANOTTE e GERMANA’ sono assieme a Messina ed insieme si recano negli uffici elettorali di Basilio GERMANA’. FRASCONA’ CANTALANOTTE esce dagli uffici in compagnia di SBERNA Vincenzo.
27/11/2005 nonostante i risultati deludenti conseguiti sul piano elettorale da Forza Italia e dalla moglie di Nino GERMANA’, questi invia messaggi di ringraziamento al FRASCONA’ CANTALANOTTE.
11/2005 Contatti si registrano anche nel novembre del 2005 in concomitanza delle elezioni comunali a Messina. FRASCONA’ CANTALANOTTE si dimostra ancora una volta disponibile e spiega che avrebbero potuto fare così come avevano fatto a Catania vale a dire chiedendo il voto a tutte le persone di origine di Capizzi che risultavano emigrate per Messina.
19/11/2005 VICENDA MIRAGLIA FACIANO Salvatore:
19/11/2005 MIRAGLIA FACIANO Salvatore, allevatore tortoriciano domiciliato a Vizzini (CT) tenta più volte di chiamare FRASCONA’ CANTALANOTTE senza riuscirci.
20/11/2005 MIRAGLIA, che è a Catania, riesce a parlare con FRASCONA’ CANTALANOTTE e chiede a questi un incontro. MIRAGLIA ha fretta e riesce a fare anticipare l’incontro, che avviene a Capizzi.
21-24/11/05 Da successive conversazioni MIRAGLIA - FRASCONA’ CANTALANOTTE del 21 e 24/11/2005 si deduce che i due si incontreranno, in data 24/11/2005 a Bronte e da qui poi andranno a Paternò. FRASCONA’ CANTALANOTTE cerca insistentemente TRAVIGLIA. FRASCONA’ e MIRAGLIA si ritrovano a Paterno’ – Ponte di ferro. FRASCONA’ CANTALANOTTE cerca ancora TRAVIGLIA e, subito dopo l’avvocato GRIPPALDI, da cui desidera il numero di telefono di un amico comune di cui però il GRIPPALDI non dispone. FRASCONA’ contatta anche BERNA NASCA Michele cl. 1973, dal quale si presume spera di ottenere la famosa utenza. FRASCONA’ cerca PARISI Alfio, si presume con lo stesso obiettivo. Solo nel primo pomeriggio FRASCONA’ CANTALANOTTE aggancia SINATRA, figlioccio di PARISI, e allo stesso riferisce del suo bisogno di parlargli con urgenza. Subito dopo FRASCONA’ parla anche con PARISI, cui promettere una visita nello stesso pomeriggio a Paternò. Stessa cosa accade con BERNA NASCA Michele cl. 1973. Dal colloquio con quest’ultimo si comprende infine che la persona cercata freneticamente da FRASCONA’, nell’interesse di MIRAGLIA, è tale Eugenio STURIALE. Costui è esponente della mafia catanese (gruppo SANTAPAOLA Benedetto, operazioni Orsa Maggiore e Zefiro).
24/11/2005 Ore 20.00 circa incontro a Paternò FRASCONA’ CANTALANOTTE – SINATRA – MIRAGLIA. FRASCONA’ CANTALANOTTE non resta soddisfatto tant’è vero che il giorno seguente contatta PARISI e, facendo valere “il grado mafioso”, lo sollecita a “sbrigargli questa cosa”. Da successive conversazioni si comprende che l’intervento ha avuto l’esito sperato, grazie per l’appunto all’opera di PARISI. Pur tuttavia si rende necessario che il MIRAGLIA e FRASCONA’ si rechino a Catania, per incontrare una persona che intendeva conoscere il MIRAGLIA. In effetti era risultato risolutiva proprio di tale persona residente a Catania, da identificare nel CALANDRA.
28/11/2005 Da una conversazione tra FRASCONA’ e PARISI del 28/11/2005 si comprende quale fosse l’affare che stava a cuore a MIRAGLIA: questi intendeva prendere in fitto o acquistare un vasto terreno e, per conseguire l’obiettivo, bisognava “persuadere” alcuni giovani già raggiunti dagli emissari di PARISI nonché uno zio loro paralitico e di difficile carattere.
01/12/2005 FRASCONA’ CANTALANOTTE in compagnia di tale SBERNA si reca a Catania, previa sosta presso l’officina di Alfio PARISI a Paternò. Quivi incontra MIRAGLIA. In Catania sotto la stessa data troviamo BONANNO CONTI e TRAVIGLIA. Quest’ultimo si unisce a FRASCONA’ CANTALANOTTE – SBERNA – MIRAGLIA. In gruppo viene raggiunto da CALANDRA. Restano circa due ore all’interno di un ristorante. Poi si allontanano. Da ulteriori conversazioni si deduce che tra il MIRAGLIA ed il CALANDRA si è creato un rapporto diretto e che comunque il terreno non è stato ceduto.
01/12/2005 Da una conversazione tra anonimo e il titolare del bar SPAGNA si apprende che nella stessa giornata sono state aperte in Capizzi due nuove pescherie e che una è stata aperta da tale SPAGNA Giacomo detto “Malacorda”. Nella stessa serata sull’utenza di FRASCONA’ giunge telefonata da parte di tale ISAIA, venditore di pesce ambulante, il quale informa FRASCONA’ che, data l’esistenza delle due nuove pescherie, egli è stato minacciato da una persona (da identificare verosimilmente nello SPAGNA Giacomo) a non esercitare più la sua attività in Capizzi. FRASCONA’ lo rassicura autorizzandolo a spendere il suo nome nel caso in cui qualcuno gli recasse disturbo, riferendo testualmente: ”…tu gli devi dire…..tu….a me mi devono cercare…. tu sali e c’è lo zio Nicola e basta!....” .
03/12/2005 Da una conversazione intercettata sull’utenza di FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò si evince che uno sconosciuto di nome “Orazio”, da poco uscito dal carcere e reduce da un processo penale, si è deciso a telefonare a Nicola dopo aver appreso di essere stato assolto. I due si danno appuntamento a Catania. Successivi accertamenti esperiti in collaborazione con la Compagnia CC di Paterno’ e la Stazione di CC di S.M. di Licodia hanno permesso di identificare l’Orazio in FARINA Orazio classe 1973, pluripregiudicato, sorvegliato speciale di P.S., elemento di spicco della famiglia ALLERUZZO di Paternò, coimputato con Alfio PARISI in numerosi procedimenti penali.
25/12/2005 Scambio di auguri per SMS tra FRASCONA’ CANTALANOTTE e GERMANA’.
12/2005 TRAVIGLIA, assieme a CANNIZZARO Giorgio , FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò e CALANDRA Giuseppe cercano di favorire MIRAGLIA FACIANO Salvatore tortoriciano.
12/01/2006 contatti tra ARMELI Vincenzo, GALATI GIORDANO “Lupin”, CALABRESE “Perno” e CONDIPODERO MARCHETTA Pietro, imprenditore di Brolo.
Si comprende che CONDIPODERO ha urgenza di incontrare “Lupin”.
Durante la mattina del 12.01.2006 CONDIPODERO incontra a San Salvatore di Fitalia i “Batanesi”. Subito dopo chiama CALABRESE, cui fornisce il recapito di ARMELI Vincenzo. CALABRESE Antonino contatta ARMELI Vincenzo e apprende da questo che bisognerebbe prestare un camion a Pietro CONDIPODERO. Senonché, nel tardo pomeriggio, ARMELI chiama il CALABRESE e chiede a questi di raggiungerlo al solito bar di San Salvatore di Fitalia. La cosa impressiona il CALABRESE, che preoccupato comincia a pensare che forse non si tratta solo di prestare un mezzo di lavoro e chiama FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò, il quale lo tranquillizza, dicendogli di portare i suoi saluti ai Tortoriciani e di invitare costoro a mettersi in contatto con lui.
Il 13 seguente CALABRESE, accompagnato dal solito MUSARRA AMATO Benedetto e dal figlio Delfio, parte per l’incontro con i “Batanesi”.
A Tortorici si mette in movimento la solita squadra: COSTANZO ZAMMATARO Salvatore, COSTANZO ZAMMATARO Sebastiano, ARMELI Vincenzo e BONTEMPO Alessio.
Benche’ non documentato dai Carabinieri, certo è che nella mattinata del 13 CALABRESE Antonino incontra i “Batanesi”, cui porta i saluti del FRASCONA’ CANTALANOTTE e che COSTANZO ZAMMATARO Sebastiano telefona al FRASCONA’, col quale concorda un appuntamento “nella zona di Messina” dovendo parlare di una cosa “importante”. E’ evidente, in conclusione, che l’intervento dei Batanesi riguarda i lavori di ripascimento del litorale di Brolo e che il Perno viene ad assumere un ruolo più rilevante rispetto a quello che fino a quel momento gli aveva garantito BENEDUCE grazie all’interessamento diretto dei Batanesi con i quali ormai godeva di un buon rapporto per causa delle vicende seguite alla minaccia del 28.10.2005 sul cantiere della metanizzazione di Portella dell’Obolo.
16/02/2006 Conversazione GRIPPALI - FRASCONA’. FRASCONA’ CANTALANOTTE manifesta l’intenzione di partecipare a Catania la domenica seguente ad un comizio di LOMBARDO.
16.02.2006 GARA D’APPALTO RELATIVA AI LAVORI DI RIFACIMENTO E POTENZIAMENTO DEL SERBATOIO TELEGRAFO E DI UN TRATTO DI CONDOTTA ESTERNA DELL’ACQUEDOTTO COMUNALE
01.02.2006 MUSARRA AMATO Benedetto e CALABRESE Antonino incontrano FRASCONA’ a Capizzi. Tutti e tre, più uno sconosciuto, si dirigono verso Nicosia. Durante il viaggio FRASCONA’ parla per telefono con BERNA NASCA Giuseppe Antonino cl. 1980 e con gli imprenditori PITRUZZELLA di Favara, padre e figlio.
Successivamente il gruppo si dimostra interessato a raggiungere la sede di un’impresa di Favara –o Agrigento –SURCI o SORCE - ma non riuscendo a trovarla lascia documenti destinati a tale impresa in un bar del luogo, dove PIRRERA avrebbe dovuto recuperarli e recapitarli all’impresa (SURCI o SORCE).
FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò (che si trova a Favara) chiama, utilizzando l’utenza di CALABRESE Antonino, tale CASABONA da Capizzi, cui chiede notizie circa i titolari di un lavoro di acquedotto nei pressi di Rocca di Caprileone. I due non si intendono bene e rinviano le spiegazioni a un incontro di persona a Torre del Lauro – sede di fatto delle imprese facenti capo a BERNA NASCA -
06/02/2006 FRASCONA’ conversa direttamente con CALABRESE Antonino. Si comprende che gli sta a cuore una vicenda che dovrebbe avere un momento importante il giorno 16 successivo (giorno della gara d’appalto).
07/02/2006 conversazione tra FRASCONA’ e tale PIRRERA, imprenditore di Favara, che appare coinvolto nella vicenda di cui si discute.
14/02/2006 conversazione FRASCONA’/PIRRERA da cui si deduce l’interesse del FRASCONA’ per la pratica i cui documenti erano stati lasciati nel bar di Favara.
16/02/2006 svolgimento della gara per l’affidamento dei lavori per il serbatoio.
20.02.2006 conversazione FRASCONA’/PIRRERA da cui si deduce che l’impresa di Favara non aveva potuto “prestarsi” nella vicenda nei termini richiesti da FRASCONA’.
04.03.2006 FRASCONA’ e CALABRESE riprendono il giro dell’isola. Ricontattano PITRUZZELLA Giovanni. In un autogrill dell’autostrada CT-PA incontrano tale D’ANGELO con il quale conferiscono per evidenti motivi di lavoro.
Circa un’ora dopo il FRASCONA’ chiama telefonicamente il D’ANGELO cui chiede il recapito di tale RAINERI. Recapito che gli viene fornito dopo circa un’ora. Tanto il D’ANGELO quanto il RAINERI sono imprenditori, rispettivamente di Caltanissetta e Marineo. Segue telefonata da FRASCONA’ (che parla a nome dell’impresa BERNA NASCA) a RAINERI. Segue incontro nei pressi di Marineo tra FRASCONA’, CALABRESE Antonino ed il RAINERI Francesco da Corleone. CALABRESE e FRASCONA’ riprendono la via del ritorno. Durante il tragitto ricontattano D’ANGELO.
05/03/2006 e 21/03/2006 - I lavori in argomento si identificano, sulla scorta delle telefonate 05.03.2006 FRASCONA’-Michele (non meglio identificato) e 21.03.2006 FRASCONA’-CALABRESE in quelli di S. Agata per la messa in sicurezza del serbatoio comunale di C.da Telegrafo (valore dei lavori 980.000 euro).
17.03.2006 contatti telefonici non molto chiari tra CALABRESE Antonino, GALATI GIORDANO Vincenzo ed ARMELI Vincenzo. Dall’analisi delle conversazioni CALABRESE-ARMELI e GALATI GIORDANO-ARMELI, si intuisce che alle ore 10,00 dello stesso giorno vi era stato un incontro tra il GALATI GIORDANO Vincenzo “Lupin” ed il CALABRESE Antonino “Perno”. Si può presumere che nel corso dell’incontro il GALATI GIORDANO avesse avanzato pretese in merito ai lavori di Sant’Agata di M.llo poi affidati alla “LUISA COSTRUZIONI”.
20.03.2006 nella successiva conversazione, del 20.03.2006 tra CALABRESE e FRASCONA’ si accenna a “problemi” sorti nella zona ove risiede CALABRESE, il quale testualmente riferisce “…no, niente dobbiamo andare là…perché c’è qualcosa, c’è qualcuno che insulta qua…hai capito? Per tenere a bada sia l’uno che l’altro…”ed alla necessità di trovare un accordo con i BATANESI (vds testo della conversazione).
24.03.2006 vengono consegnati i lavori in questione presso il Comune di S. Agata di Militello. Sotto tale data convergono a S. Agata CALABRESE, RAINERI, CARBONE Domenico (responsabile tecnico dell’impresa di RAINERI), FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò, BISIGNANO Vincenzo da Enna, BONANNO CONTI Armando, CALABRESE Filadelfio, MUSARRA AMATO Benedetto. Sotto la stessa data conversazione tra FRASCONA’ e DI PIETRO Enrico di S. Agata. I DI PIETRO chiedono di avere un ruolo nell’esecuzione dei lavori. FRASCONA’ lo tranquillizza dicendogli “quello che c’è, c’è per tutti”.
25/03/2006 contatti ulteriori tra FRASCONA’ e DI PIETRO.
26.03.2006 contatti ulteriori tra FRASCONA’ e DI PIETRO.
27.03.2006 conversazione CALABRESE/FRASCONA’. Questi informa il primo che entro un paio di giorni si sarebbero dovuti recare a Catania per il fatto di S. Agata.
27.03.2006 FRASCONA’ tenta di contattare CALANDRA senza successo
29.03.2006 FRASCONA’, CALABRESE e MUSARRA AMATO Benedetto partono alla volta di Catania. FRASCONA’ chiama CALANDRA per telefono. Concordano un appuntamento per il pomeriggio a Catania. Nel corso della mattinata, sempre in Catania, si unisce loro l’on. FAGONE, con il quale vanno a pranzo. Tutti assieme si recano al bar Europa per consumare un caffè. FRASCONA’ chiama CALANDRA. Gli dice di essere in compagnia di FAGONE che avrebbe piacere di vederlo. CALANDRA risponde che non gli è possibile. MUSARRA AMATO e FAGONE si allontanano con l’auto di CALABRESE verosimilmente in direzione di Giardini Naxos. CALABRESE e FRASCONA’ attendono l’arrivo di CALANDRA, parlano con costui all’interno del bar Europa e, dopo circa 15 minuti, si allontanano con l’auto di proprietà di FAGONE. Durante la mattinata DI PIETRO Enrico contatta FRASCONA’ presumibilmente per sapere come andavano le cose a Catania.
01.04.2006 FRASCONA’ e DI PIETRO Enrico si incontrano a Capizzi per definire meglio le pretese del DI PIETRO in merito al noto lavoro.
04.04.2006 conversano FRASCONA’ e DI PIETRO. FRASCONA’ fa capire che i lavori partiranno dopo Pasqua e di avere parlato già a Catania di quanto necessario.
18.04.2006 FRASCONA’ chiama CALABRESE. Intende parlare con un “amico di là sopra” che dovrà richiamarlo. CALABRESE contatta ARMELI. Seguono altri contatti tra i due.
20.04.2006 da conversazioni si comprende che i capi del gruppo batanese dovranno incontrare CALABRESE presso un cimitero imprecisato. L’incontro presumibilmente è avvenuto nei pressi di Galati Mamertino per come si trae dal controllo sulle celle agganciate dal radiomobile di CALABRESE. Non è stato possibile verificare da chi fossero rappresentati i batanesi.
20.4.2006e 22.04.2006 - conversazioni (vds foglio 339 e seguenti informativa) tra FRASCONA’, DI PIETRO Enrico ed il tecnico comunale di S. Agata CONTIGUGLIA da cui si trae che FRASCONA’ consentirà effettivamente a DI PIETRO di partecipare ai lavori e che il tecnico è sostanzialmente a conoscenza di tutto.
27/04/2006 ore 18.25. FRASCONA’ da S.Agata telefona a Calabrese Antonino. Gli dice “di aver sistemato tutte le cose”.
06.05.2006 FRASCONA’ CANTALANOTTE inserisce nei lavori de quibus SBERNA Biagio, geometra, figlio di SBERNA Vincenzo. Sotto la stessa data incontra l’ing. Giuseppe CONTIGUGLIA dell’U.T.C. di S.Agata Militello.
18.05.2006 ARMELI chiama CALABRESE “Perno”, in vista di uno dei consueti incontri col vertice batanese.
19.05.2006 FRASCONA’ CANTALANOTTE, parlando con CALABRESE, e con chiara allusione ai Batanesi, chiede se la cosa “fosse positiva o negativa”. CALABRESE risponde in maniera entusiasta che la cosa è positiva ed è stato autorizzato a “muoversi” come piu’ gli aggradava.

Da accertamenti effettuati dallaP.G. è emerso che l’Impresa LUISA, alla stipula del contratto, si è riservata la facoltà di avvalersi tanto di subappalti quanto di noli a freddo. Tanto lascia presumere che, allorquando si passerà alla fase esecutiva, e specie per quanto concernerà i lavori di scavo e movimento terra, tutto sarà gestito da FRASCONA’ CANTALANOTTE e imprese contigue.

Vanno qui sottolineate alcune circostanze della massima rilevanza:
perche’ DI PIETRO, una volta assegnati i lavori a RAINERI, chiede a FRASCONA’ di potersi inserire nei lavori? Perché proprio a lui, che non ha vinto la gara e non ha nemmeno un’impresa?
i Batanesi indirizzano le loro azioni di disturbo non verso RAINERI, che ha vinto la gara, bensì verso CALABRESE e FRASCONA’. Che non hanno vinto nulla, ma ai quali evidentemente viene riconosciuta l’autorità di determinare se e in che misura debba essere corrisposto un qualcosa al gruppo batanese che è quello ufficialmente “responsabile” del territorio.
FRASCONA’, una volta constatato che la gara è stata appannaggio dei corleonesi e che la criminalità locale già comincia ad avanzare pretese, preferisce “fermare le macchine” e demandare ogni decisione a CALANDRA.

22/02/2006 conversazione telefonica FRASCONA’ / GERMANA’ il secondo informa il primo di avere contribuito a fare finanziare una maggiore quantità di lavori pubblici a Capizzi. GERMANA’ invita FRASCONA’ ad una riunione politica a Patti. FRASCONA’ sarà presente.
11/03/2006 dopo numerose chiamate, tale TRAPANOTTO Carmelo riesce a contattare FRASCONA’, cui chiede di intercedere presso CALANDRA al fine di ottenere nulla osta a che il cugino Giuseppe TRAPANOTTO cl. 1940 possa procedere –presumibilmente- alla posa di una lapide in c.da Maria Greca di Capizzi -ove insiste un podere dei CALANDRA- a memoria di tale TRAPANOTTO Antonino cl. 1912, che in quel luogo era stato ucciso il 07.04.1947 da CALANDRA Domenico cl. 1916, padre del Giuseppe CALANDRA odierno inquisito. Dal tenore delle conversazioni del 11.03.06 alle ore 18.38 e 18,45 si comprende come il FRASCONA’ CANTALANOTTE voglia assolutamente sincerarsi del fatto che il cugino del TRAPANOTTO intenda veramente solo porre una lapide nel luogo indicato, e non piuttosto compiere vendette per i fatti del 1947, a seguito dei quali tutta la famiglia del TRAPANOTTO Antonino ucciso era stata costretta ad emigrare in Argentina, senza più fare ritorno a Capizzi. Dalla conversazione si deduce anche che i TRAPANOTTO, per giungere a CALANDRA ed ottenere il “consenso”, avevano mantenuto contatti anche con tale “Giacomino Pirino” da identificare nell’indagato CALABRESE Luigi Giacomo, persona molto vicina a TESTA CAMILLO Bartolomeo e che abbiamo già avuto modo di incontrare nella vicenda appalti.
14/03/2006 FAGONE parla con la moglie di FRASCONA’ e le dice che il colonnello CARDILLO è in cerca del FRASCONA’ CANTALANOTTE. Sotto la stessa data FAGONE e FRASCONA’ CANTALANOTTE riescono a sentirsi.
15/03/2006 da ulteriore conversazione tra FAGONE e FRASCONA’ CANTALANOTTE si comprende che il FAGONE ha necessità di denaro e che FRASCONA’ CANTALANOTTE sta cercando di aiutarlo facendo ricorso a parenti di Peppino SCINARDO.
16/03/2006 ulteriore contatti FRASCONA’ CANTALANOTTE – FAGONE, cosi pure il 18/03/2006.
18/03/2006 al casello di Tremestieri viene osservata la presenza di FAGONE e, su una seconda autovettura, di quattro persone tra cui FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò. Quest’ultimo sale a bordo dell’auto del FAGONE ed assieme si dirigono a Milazzo ove è fissata una riunione politica. Al termine FAGONE da solo rientra a Catania. Nei giorni successivi ulteriori contatti FRASCONA’ CANTALANOTTE – FAGONE.
21/03/2006 conversazione FRASCONA’ CANTALANOTTE – DI NARDO di Acquedolci. Si accenna ancora ai bisogni di FAGONE. Seguono nei giorni successivi contatti tra FAGONE- FRASCONA’ CANTALANOTTE - BERNA NASCA Michele – BERNA NASCA Giovanni – il Colonnello CARDILLO ed altri, ma senza successo. Dell’argomento si presume si sia parlato anche nell’ incontro a Catania il 29/03/2006 tra FRASCONA’ CANTALANOTTE - CALABRESE e CALANDRA. Fino a pochi minuti prima dell’incontro anche il MUSARRA AMATO ed il FAGONE sono presenti ma si allontanano poco prima dell’arrivo del CALANDRA. Vengono protestati assegni del FAGONE aggravandone la situazione economica. Interviene nella questione anche tale PUGLISI, concessionario di automobili in Belpasso ma la situazione non la si riesce a sbloccare almeno fino alla data odierna.
Sul conto del FAGONE va introdotta qualche nota storica che forse puo’ spiegare perche’ la C.O. si adoperi cosi’ tanto per sollevarlo dalle difficoltà finanziarie che l’affliggono.
Foll. 857 segg, informativa: “…laureato in giurisprudenza, imprenditore agricolo, è coniugato e padre di tre figli. E’ stato nel tempo: funzionario dell’Ente di Sviluppo Agricolo della Regione Siciliana; sindaco del comune di Palagonia (CT) ininterrottamente dal 1956 al 1977 e successivamente dal 1994 al 2003. Ha ricoperto la carica di deputato regionale per quattro legislature: 1959, 1963, 1967 e 1972 eletto nelle liste del partito Socialista Italiano. E’ stato assessore regionale ai Lavori Pubblici e, in tutte e quattro le legislature ha ricoperto il ruolo di assessore regionale all’Industria, commercio, artigianato e pesca. E’ stato anche Vice presidente anziano dell’ARS. Nel 1972 è stato eletto deputato nazionale con la lista socialista ed ha ricoperto il ruolo di membro della commissione industria della Camera.
Ad oggi è consigliere provinciale di Catania nell’VIII Commissione componente: sviluppo economico – industria – artigianato – commercio – agricoltura – ex comunità montane – cooperazione – lavoro – formazione professionale.
Attualmente la carica di primo cittadino di Palagonia è ricoperta dal figlio del FAGONE Fausto Maria, in carica dal 25/05/2003 e nominato ufficialmente il 10/06/2003.
Nella prima settimana del mese di Luglio del 2005 l’onorevole FAGONE veniva tratto in arresto dal ROS CC., in quanto destinatario di O.C.C.C. scaturita dalle risultanze della più volte richiamata indagine denominata “ERMES-DIONISIO”, condotta dalla Sezione A/C di Catania e coordinata dalla DDA etnea.
Nell’ambito di quelle investigazioni, infatti, il 10/06/2001 gli operanti avevano documentato un incontro tra il FAGONE e l’”uomo d’onore” calatino Francesco LA ROCCA cl. 1938, in un casolare nelle campagne di San Michele di Ganzeria (CT). (vds informativa ERMERS 5° Capitolo)
I successivi giorni 6 e 20 settembre 2002 erano stati documentati due distinti incontri tra i fratelli mafiosi Alfio e Giuseppe MIRABILE con il LA ROCCA, nel corso dei quali il FAGONE era stato indicato quale punto di riferimento per le dinamiche dell’organizzazione nel paese di Palagonia. (terzo e quarto paragrafo del 7° Capitolo dell’informativa ERMES, nonché allegati G.7.6. e G.7.7.)
In definitiva gli inquirenti avevano appurato che il FAGONE fungeva da garante per gli interessi del LA ROCCA di fronte ai dissidi tra gli altri due referenti dell’organizzazione, Francesco FERRARO e Giuseppe FERLITO, in tema di gare pubbliche indette dal comune di Palagonia (CT). In tal senso, nel corso delle intercettazioni di conversazioni tra presenti realizzate nelle suddette date il LA ROCCA ed Alfio MIRABILE avevano convenuto di tenere riservato il privilegiato rapporto che li univa al FAGONE.
Infine la Sezione A/C di Catania, il 14/10/2002, aveva documentato un incontro tra il FAGONE ed i cugini ”uomini d’onore” Sebastiano RAMPULLA e IUDICELLO Pietro, come si evince dalle foto di seguito riportate………..”
13/04/2006 FRASCONA’ CANTALANOTTE fa gli auguri al GERMANA’ per il successo elettorale del padre. GERMANA’ ringrazia per gli aiuti ricevuti.
04/2006 Significativa del rapporto SMIRIGLIA Antonino con TESTA CAMILLO è la vicenda relativa al credito vantato da FIORELLO da Gualtieri nei confronti dello SMERIGLIA (pag. 191 e seguenti dell’informativa). Per recuperare il credito il FIORELLO si rivolge insistentemente nel giugno-luglio 2005 a TESTA CAMILLO (evidentemente essendo consapevole può validamente influire sullo SMIRIGLIA) e, dopo numerosi tentativi andati a vuoto si persuade a rivolgersi a FRASCONA’ CANTALANOTTE (pag. 198 dell’informativa) il quale significativamente suggerisce di recuperare il credito compensandolo con un credito dello stesso SMIRIGLIA nei confronti di BERNA NASCA cl. 1973.
//// Intrattiene stretti rapporti con CALANDRA Giuseppe, TRAVIGLIA Benedetto da Troina e Alfio PARISI da Paternò.
//// in contatto con BLANCUZZI Antonino da Palermo a sua volta referente di un autonomo gruppo criminale con attività principalmente in Liguria.
//// è a capo di una cordata d’imprese interessate a lavori pubblici e privati nelle province di Messina Catania ed Enna.
//// In contrasto con TESTA CAMILLO per ragioni riferibili al rispettivo inserimento nel mondo dei lavori.
//// Già dipendente dall’impresa BERNA NASCA Michele di Capizzi al pari del CALANDRA, all’epoca in cui venivano eseguiti lavori alla rete fognaria in località Contura di Castell’Umberto.
//// Dall’analisi degli accertamenti esperiti presso la Compagnia CC di Mistretta il FRASCONA’ CANTALANOTTE ed il TESTA CAMILLO risultano essere stati uniti, nel tempo, da uno stretto vincolo di amicizia e di rapporto lavorativo, connesso al settore edile. Infatti tra i due risultano numerosi controlli di Polizia.
///// Da numerose relazioni di servizio, tutte raccolte nell’allegato 50, affiora che il FRASCONA’ CANTALANOTTE ed il farmacista BONANNO CONTI Armando, frequentavano il medesimo circuito relazionale di TESTA CAMILLO Bartolomeo, costituito da:
CALABRESE Luigi Giacomo cl 1967;
MANCUSO CATARINELLA Giacomo cl 1965;
FAZIO NUNZIO Antonino cl 1965.
//// Contatti frequenti del FRASCONA’ con GRIPPALDI Antonino e TRAVIGLIA Benedetto.
//// Continui contatti tra FRASCONA’ CANTALANOTTE e BERNA NASCA Giovanni Antonino cl. 1930 si traggono dai controlli sull’utenza del FRASCONA’ (vds elenco conversazioni fogli 147 e 148 informativa).
//// In frequente contatto con BERNA NASCA Michele cl. 1973 responsabile di fatto della ”EREDI DI BERNA NASCA Giacomo Snc” con sede in Cerami.
//// In frequente contatto con BERNA NASCA Antonino cl. 1980, amministratore della ”EREDI DI BERNA NASCA Giacomo Snc” con sede in Cerami.
//// Amministratore unico della DORATA SICILIA Srl di Mistretta collegata ai BERNA NASCA. La carica era appartenuta a tale CHIOVETTA Caio, successivamente transitato con compiti tecnici ad altre imprese dei BERNA NASCA.
//// FRASCONA’ CANTALANOTTE Nicolò viene definito dalla DIA di Catania come elemento di raccordo tra RAMPULLA Sebastiano e i BERNA NASCA, in particolare BERNA NASCA Antonino classe 1930 e BERNA NASCA Michele classe 1973.

ARANCIO Carmelo
29/11/2005 Dai fogli 1238 e seguenti dell’informativa ROS CC di Messina del 14.05.2006 emerge pure che STRANO Alessandra da Capo d’Orlando, moglie di MANCARI Franco, detenuto per via dell’operazione “Due Sicilie” diretta dalla DDA di Messina, fosse creditrice per conto del marito di somme di denaro nei confronti di tale COCI Vincenzo residente in Naso. Poiché costui temporeggiava nel soddisfare il credito la STRANO, con il compito di vedetta unitamente alla figlia MANCARI Valeria, contattava l’ARANCIO Carmelo per segnalargli i movimenti del COCI. Dall’ascolto in particolare della conversazione intervenuta alle ore 20.44 del 29.11.2005, si poteva trarre che era stato apprestato un piano che prevedeva il sequestro del COCI e il suo accompagnamento coattivo in Tortorici al fine -letteralmente- di “strigliarlo”. L’azione avrebbe dovuto essere compiuta da soggetti tortoriciani non meglio identificati. Da successiva conversazione del 05.12.2005 ore 21.42, intervenuta nuovamente tra la STRANO e l’ARANCIO, si poteva agevolmente intuire che l’azione in danno del COCI era stata effettivamente portata a termine nella serata del 29.11.2005 e che il COCI, in presenza dell’ARANCIO, aveva riconosciuto il proprio debito e addirittura promesso che avrebbe restituito il tutto il giono seguente.
05/03/2006 Dalle pagine 1395 segg. dell’informativa R.O.S. CC. di Messina 14.05.06, risultano contatti tra GALATI GIORDANO inteso “Lupin”, COSTANZO ZAMMATARO Salvatore, ARANCIO Carmelo, MIRACOLO Luca, CALA’ CAMPANA Carmelo e BONTEMPO Alessio, figlio di Gino.
Si comprende che i contatti sono dovuti ad un’azione illecita che dovrà essere compiuta in tempi brevi.
Dall’analisi complessiva dei contatti e dalle segnalazioni provenienti dalle Forze di Polizia di Tortorici si deduce che il gruppo come sopra composto si era introdotto nella sala giochi di tale FOTI CUZZOLA Carmelo, procurando danni per circa 7.000 euro e sottraendo dalle macchine da gioco 1.500 euro.
Da successiva conversazione tra GALATI GIORDANO “Lupin” e COSTANZO ZAMMATARO Giuseppe, padre degli omonimi, si intuisce che il mandante è stato proprio il “Lupin”.

CONTINUA.....

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