L’UNICA STRATEGIA POSSIBILE: L’INDIFFERENZA
IL RINVIGORITO ANTIBERLUSCONISMO DI CASINI

Società(16/05/2008) - In casa Udc non tira una buona aria. Alcuni significativi episodi delle ultime ore, purtroppo, dimostrano come i centristi abbiano imboccato una strada senza via d’uscita. Lo stesso Casini appare non più in grado di controllare il corso degli eventi e il suo no al nuovo Governo, espresso dagli scranni di Montecitorio, sta creando non poca insofferenza tra i suoi uomini. La nuova fase politica, che si sta esplicando su schemi predeterminati e che è imperniata, almeno per ora, sulla volontà di dialogo tra il premier e il segretario del Pd, sta davvero riducendo ai minimi termini i margini di manovra dell’Udc. Il rinvigorito antiberlusconismo di Casini, poi, sta ulteriormente peggiorando la situazione e già si odono i primi dissensi alla sua strategia. Sono infatti da leggersi in tal senso le posizioni espresse da Cuffaro (che ha votato per Schifani alla presidenza del Senato), Baccini (che ha dato la propria fiducia a Berlusconi) e Buttiglione (secondo il quale dopo le Europee l’Udc dovrà trovare il modo di riallacciare i rapporti con il Pdl). Il rischio, dunque, che l’Udc rimanga ai margini della partita politica tra Pdl e Pd è più che un’ipotesi. Tanto più che Veltroni pare non avere alcuna intenzione di offrire sponde tattiche a Casini, né tanto meno sembra intenzionato a rinunciare al primato di cui dispone, grazie al risultato elettorale, e alla posizione di interlocutore privilegiato offertogli da Berlusconi. Dal canto suo il leader del Pdl, nei confronti dell’Udc, sta perseguendo l’unica strategia possibile: l’indifferenza. L’atteggiamento che Pdl e Lega stanno avendo nei confronti del loro ex compagno di cammino si può ben sintetizzare dal titolo che Il Foglio ha dato ad uno dei suoi ultimi editoriali: “Pierdimenticando Casini”.

Nicola Currò
nicola.curro@yahoo.it

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