(17/06/2007) - Per il Gay pride 2007 a Roma le sigle di adesione non si contano, pare fossero 50, fra cui, Fuori e Rete Evangelica Omosessualità, Arcitrans e Arcilesbica, le famiglie omosessuali su un trenino con locomotiva fischiante e i "No Vat", che non sono quelli della Val Susa che hanno sbagliato a scrivere, questi hanno le bandiere con la cupola di San Pietro con una X rossa sopra, dicono "Più autodeterminazione, meno Vaticano. Giovani Socialisti, i Giovani Comunisti, il Partito comunista dei lavoratori, i Verdi, i Ds, la CGIL, il Gruppo buddista Arcobaleno, e l'intollerante 'Unione atei e agnostici razionalisti (UAAR). Secondo la Questura di Roma sarebbero stati solo 300 mila i presenti ( e non un milione come detto dagli organizatori!) con tre ministri: Pollastrini (Ds), Pecoraro Scanio (Verdi) e Ferrero (Rifondazione comunista). Mentre i parlamentari presenti: Vladimir Guadagno, Franco Giordano, Titti de Simone, Russo Spena, il Sottosegretario Manconi (Giustizia) e l'anticlericale socialista dello Sdi Enrico Boselli. I radicali Cappato e Bernardini orfani per l'assenza del ministro Bonino e di Marco Pannella. E gli artisti Monica Guerritore (madrina del Gay Pride), il cantante Daniele Silvestri e giornalista TV Alessandro Cecchi Paone. Duecento pullman, 40 carri allegorici, con drag queen e piume brasiliane, famiglie Arcobaleno e gogo boys, clima da sambodromo, personaggi dello spettacolo e politici. Dalla stazione Ostiense e' partito il gay Pride della «parità, dignità, laicità», come dice lo slogan della manifestazione, festa di diritti ma anticlericale nei contenuti, tanto che sarà l’ennesima piazza spacca-governo, perché se alcuni ministri contestano, altri partecipano, mentre non si arrestano le polemiche sulla concessione alla manifestazione del patrocinio del ministero delle Pari Opportunità. Il coloratissimo corteo si e' mosso da piazzale Ostiense. In testa il pullman blu con la scritta "Roma Pride" e il carro dell'associazione Mucca Assassina sul quale ballano coloratissimi e truccatissimi ragazzi omosessuali e travestiti. La tappa finale del corteo e' piazza San Giovanni. "E' una festa. Una grande festa" dicono gli organizzatori. Tanto che sembra di essere al carnevale di Rio de Janeiro. Perche' sono i brasiliani l'anima del Gay Pride che va in scena a Roma. Loro, i brasiliani, lo animano con i loro travestimenti, con i loro seni al silicone sproporzionati, con la loro allegria, la loro musica. Le istantanee 'scattate' al Gay Pride, sono tante: innanzitutto migliaia e migliaia di persone, tutti mezzi nudi per il gran caldo, o forse mezzi vestiti. Il travestimento, in ogni caso, e' la parola d'ordine e cosi' via alla fantasia piu' sfrenata, ai lustrini, le paillettes, i caschi di banane legati alla vita. Insomma, un trionfo di seta rigorosamente rosa che si apre sapientemente per mostrare questo o quella parte del corpo. E poco importa se non si e' piu' giovani, qui al Gay pride c'e' posto per tutti. Ci sono due travestiti che trascinano incatenato un uomo, una sorta di rivincita tutta al femminile. Ci sono poi 'diavoletti', 'angioletti', 'soldati di Sparta' che distribuiscono 3.000 profilattici. Comunque il genere sadomaso sembra ancora il piu' gettonato della festa. Poi, naturalmente, ci sono tante, tantissime invettive e sberleffi, contro il Vaticano, i preti, i vescovi, i cardinali, il Papa. E tante bandiere con scritto 'No Vat', nel senso di Vaticano. C'e' perfino un cartello che recita: il triangolo no non l'avevo considerato: c'e' Prodi, Bush, il Papa. Dagli oltre 40 camion, riccamente addobbati esce musica da discoteca e pochi resistono all'impulso di ballare. Qualcuno grida: gay, lesbiche, travestiti, bisessuali, ma mai fascisti. C'e' anche il trenino dei bambini che trasporta il 'family pride', l'associazione dei genitori omosessuali. Qualcuno ha pensato bene di inventare quello che non c'era: un santo protettore dell'allegria, San Gaio. In piazza vengono distribuiti i suoi santini. In mezzo ci sono loro, i glbt (gay, lesbian, bisexual, transgender), il popolo omosessuale che celebra la sua giornata di orgoglio con una piattaforma molto scandita: matrimonio gay e lesbiche e "parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali"; possibilità di avere "responsabilità genitoriali"; e poi basta con "il clima d'odio" nei confronti degli omosessuali e "la sovranità limitata imposta all'Italia da uno Stato straniero". Una manifestazione, si legge nel programma, "aperta a tutti con l'obiettivo di difendere la sovranità dello Stato ma che apre una stagione di riforme democratiche, civili e libertarie". La CEI ieri aveva deciso di non esprimersi.di fronte a una pagliacciata simile non ci resta che esprimere tutta la nostra disapprovazione e tutto il nostro sconcerto. A parte le offese e gli insulti gratuiti verso il Successore di Pietro, la Chiesa, Vescovi e Cardinali, che non sono mancati, a parte l'atteggiamento diffuso di anticlericlalismo con i loro campioni (dall'UAAR a Boselli, da Cecchi Paone a Russo Spena e Giordano) questa pagliacciata con carri brasiliani, uomini mezzi nudi e la distribuzione di 3.000 profilattici, ci ricorda la decadenza morale del Tardo romano impero. Senza contare quei poveri bambini figli di omosessuali o lesbiche costretti a viaggiare su un trenino. Ci domamndiamo, non senza sgomemto, che colpa ne hanno se i loro genitori sono diversi? E perche ' devono pagare queste colpe crescendo diversi come le loro madri? E' stato un Gay pride 2007 della vergogna, della immoralita' della decadenza dei valori cristiani. Ancora una volta si e' disattesa la morale cristiana, si e' eliminato Dio dal proprio orizzonte, e si sono fatte scelte degenerate. San Paolo di Tarso (Cilicia) nel primo capitolo della sua Lettera ai Romani scrive: " 24Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, 25poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. 26Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. 27Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. 28E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, 29colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, 30maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. 32E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa." (Rm1, 24-32)
Alberto Giannino
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