PER PRODI, MANCO A DIRLO, SI TRATTA DI UN LOGO ESTREMAMENTE BELLO
SPIGOLATURA: IL “MARCHIO PER L’ITALIA”? UNA CAGATA PAZZESCA

Politica & Informazione(22/02/2007) - C’è chi l’ha paragonata ad un Peperone verde, chi ad un fantasma, chi ad un cactus. Qualcuno, addirittura, ha pensato alla cacca di un piccione e chi all’asso di bastoni delle carte da gioco siciliane. Nessuno, in ogni caso, osservando la “t” del nuovo logo per l’Italia - presentato oggi in pompa magna da Rutelli e Prodi – ha pensato alla forma della nostra penisola. Se questa era una delle intenzione di chi ha disegnato il logo, beh… allora Rutelli e soci farebbero bene a rivolgersi ad un buon avvocato e citare per danni la Landor Associates, l’agenzia americana che ha realizzato il marchio. La “t” di Italia, infatti, più che la forma della penisola sembra la rappresentazione grafica di un oggetto fallico. Per Prodi, manco a dirlo, si tratta di un logo “estremamente bello”. Per la maggioranza degli italiani, invece, si tratta di un’autentica cagata. Il sondaggio on-line proposto da Repubblica parla chiaro: la percentuale di coloro che, nel momento in cui scrivo, non ha apprezzato il logo della Landor è il 68% dei votanti. Alla luce di questo risultato, paiono incomprensibili le affermazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Ricardo Franco Levi, secondo il quale il nuovo marchio ha ricevuto un'accoglienza molto favorevole presso il campione di cittadini a cui è stato richiesto un parere. Boh, si tratterà del solito mistero che aleggia attorno alla figura del prode Romano. Comunque sia, nelle intenzioni di Rutelli il “Marchio per l’Italia” dovrà “riportare il nostro paese al posto che gli spetta” e rilanciarne l’immagine in Europa e nel mondo. Visto il successo, si fa per dire, riscosso dal logo si dubita che ciò potrà accadere. Inoltre, considerate le conseguenze che la presentazione di esso ha avuto sulla tenuta del governo, è da prevedere che tutte le altre iniziative ad esso collegate, come la presentazione a Milano del portale Italia.it, verranno rimandate. E forse è meglio perché se è vero ciò che si vocifera, cioè che per la realizzazione del sito sono stati spesi circa 45 milioni di euro (meglio non pensare all’ammontare della parcella destinata alla Landor), non è escluso che gli italiani il fallo richiamato all’inizio si mettano a usarlo con qualche ministro. Se non addirittura direttamente con Prodi che, in queste ore, di tutto ha voglia tranne che di un simile trattamento.

Nicola Curro’
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