UN MARCHIO ROMA, SMANTELLARE MUNICIPALIZZATE, CACCIARE NOMADI
ALEMANNO: I MIEI PRIMI 100 GIORNI AL CAMPIDOGLIO

Gianni Alemanno - An(19/03/2006) - E' partita oggi al teatro Brancaccio della capitale la corsa al Campidoglio di Gianni Alemanno, il candidato di Alleanza Nazionale alle prossime elezioni comunali. Ad una platea stimolata dagli interventi appena conclusi di Maurizio Gasparri e di Francesco Storace, Alemanno ha illustrato alcuni punti del proprio programma elettorale, quelle "scelte forti" delle quali la città ha bisogno, le "cose molto semplici e necessarie" che potranno essere realizzate "entro i primi cento giorni". Prima di indicare il progetto di An, Alemanno, come altre volte sottolineato, ha innanzitutto ricordato "i poteri speciali per 'Roma capitale', i poteri normativi che inseriti nella Costituzione saranno "una svolta fondamentale con la quale Roma potrà essere governata con poteri diversi". Quindi la battaglia per un Piano Regolatore Generale "diverso" che affronti i problemi "delle periferie, del traffico, della mancanza di case": serve una "nuova urbanistica", perché il Prg voluto dal centro sinistra "non indica le aree per l'edilizia popolare né gli strumenti economici per rifare le periferie". Poi annuncia il primo punto, le municipalizzate: "smantellare il moloch del gruppo del Comune di Roma", quelle "ottanta società collegate, le partecipazze" che sono un "dedalo inestricabile di società", un "mondo enorme che non produce nulla per la cittadinanza". E per "vincere la sfida sociale della città" e per "evitare che ogni giorno muoia qualcuno di freddo o di fame" bisognerà "chiamare a raccolta le associazioni 'no-profit' e il mondo cattolico". Servirà quindi "un'allenza con le imprese romane, attraverso investimenti anche internazionali", soprattutto per "la riqualificazione del patrimonio culturale" della capitale. In questo senso lo sfidante di Veltroni immagina un "'marchio Roma' per sapere ciò che è veramente romano, che garantisceil 'romano' per il turista", che fa in modo che chi lo espone "rispetta la romanità della città". E ancora "cacciare i nomadi fuori dalla realtà metropolitana: se sono nomadi vengono e se ne vanno", sottolinea Alemanno, "non rimangono qui vent'anni". Altrimenti dovranno accettare gli "obblighi di vivere a Roma". Il problema legato all'immigrazione clandestina non è solo circoscritto ai campi sosta, che andranno spostati "lontano dalle realtà abitative" ma, ha spiegato il deputato di Alleanza Nazionale, interessa a Roma "interi quartieri, come l'Esquilino, che sono sub appaltati": serve un "principio di responsabilità" in base al quale gli stranieri "devono rispettare le nostre regole fino in fondo". Infine la sicurezza. La capitale, ha ricordato Alemanno al Brancaccio, detiene "il record veltroniano" per il quale "è la città nel mondo che ha più centri sociali di sinistra: si impegnino a non fare violenza politica", perchè i centri sociali, ha concluso il ministro delle Politiche Agricole, sono "riserve indiane", sono "un laboratorio artificiale in cui si distilla violenza politica".


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