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STIPENDI SCUOLA, IN ARRIVO AUMENTI RIDICOLI

foto Claudio Andò(11/10/2017) - Cresce l’attesa per l’approvazione alle Camere del testo della Legge di Bilancio. Per il personale della scuola, però, è meglio non farsi illusioni: sono in arrivo aumenti ridicoli, di appena qualche decina di euro netti, una parte dei quali legati anche al merito. Preso atto che non ci sono i 35 miliardi per rinnovare il contratto degli statali, con il Mef che pratica la politica del bilancino e la Ministra dell’Istruzione che si limita a chiedere incrementi minimi, l’unico modo per ottenere un avanzamento di carriera è recuperare l’indicizzazione dell’Indennità di vacanza contrattuale al 50% del costo della vita programmato dal MEF previsto dalla legge di stabilità 2009, a partire dal mese di settembre 2015.

Il contratto degli statali, invece, se solo dovesse recuperare il tasso di inflazione programmata dal Governo (+12.5) negli ultimi dieci anni, includendo l’Indennità di vacanza contrattuale - bloccata al 2008 - porterebbe ad aumenti complessivi (per stipendi medi di 1.500 euro), per il triennio 2016-2018, di 6.434 euro pro capite per 3 milioni di dipendenti pubblici: più di 20 miliardi che si sommerebbero ai 14 miliardi da mettere per la dirigenza pubblica.

“Se nel privato si sono firmati contratti che hanno previsto aumenti del 20% degli stipendi in ragione dell’aumento del costo della vita - dichiara Marcello Pacifico, presidente ANIEF e segretario confederale Cisal - nel settore statale al blocco del contratto è stato affiancato il blocco dell’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale, rendendo vano ogni possibile aumento. Ma se quanto fatto dal Governo è risultato legittimo fino alla pubblicazione della sentenza della Consulta nell’agosto 2015, non ha più ragione di essere nei mesi successivi quando il contratto è stato sbloccato e di conseguenza l’indicizzazione dell’Indennità di vacanza contrattuale deve essere sbloccata”.

L’obiettivo del sindacato, ricorrendo al giudice, è recuperare il 7% dello stipendio da settembre 2015, come già confermato dalla Corte Costituzionale. È l’unico modo, secondo l’Anief, per combattere la politica al risparmio sui lavoratori pubblici e della scuola che anche il Governo Gentiloni sta conducendo e dare una risposta netta agli annunci senza seguito della Ministra Fedeli.

Per questa ragione, ANIEF invita tutti i docenti e Ata della scuola a inviare una specifica diffida in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci nuovamente sullo sblocco dell’indice dell’IVC. Il contratto può non essere firmato in previsione del fatto che il Governo trovi i soldi, ma l’articolo 36 della Costituzione impone un adeguamento parziale degli stipendi all’aumento del costo della vita.

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