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CULTURE
BENEDETTO XVI: LA PEDOFILIA GRIDA VENDETTA DAVANTI A DIO E AGLI UOMINI

BENEDETTO XVI(08/02/2010) - Il Papa teologo, Benedetto XVI, ribadisce la sua dura condanna contro la pedofilia. Alcuni membri della Chiesa hanno violato i diritti dell'infanzia, "un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e condannare". Papa Benedetto XVI lo ha detto ai partecipanti all'assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia retto dal card. Ennio Antonelli, 74 anni, laureato in lettere classiche, già arcivescovo di Firenze "La tenerezza e l'insegnamento di Gesù - ha aggiunto il Papa che ha già annunciato per le prossime settimane una lettera pastorale ai fedeli irlandesi dopo alcuni rapporti giudiziari su abusi compiuti da religiosi - hanno sempre costituito un appello pressante a nutrire nei loro confronti profondo rispetto e premura". "La tenerezza e l'insegnamento di Gesù, che considerò i bambini un modello da imitare per entrare nel regno di Dio - afferma il Pontefice - hanno sempre costituito un appello pressante a nutrire nei loro confronti profondo rispetto e premura."La Chiesa, lungo i secoli, sull'esempio di Cristo - ha detto il Papa commentando il ventesimo anniversario della Convenzione dell'Onu sui diritti dell'infanzia - ha promosso la tutela della dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi". "Purtroppo, in diversi casi - ha aggiunto il Santo Padre - alcuni dei suoi membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare". Le dure parole di Gesu' contro chi scandalizza uno di questi piccoli impegnano tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e amore". "Perciò - sottolinea il Papa - anche la Convenzione sui diritti dell'infanzia è stata accolta con favore dalla Santa Sede, in quanto contiene enunciati positivi circa l'adozione, le cure sanitarie, l'educazione, la tutela dei disabili e la protezione dei piccoli contro la violenza, l'abbandono e lo sfruttamento sessuale e lavorativo". «La famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna è l'aiuto più grande - ricorda - che si possa offrire ai bambini. Essi vogliono essere amati da una madre e da un padre che si amano, ed hanno bisogno di abitare, crescere e vivere insieme con ambedue i genitori, perché le figure materna e paterna sono complementari nell'educazione dei figli e nella costruzione della loro personalità e della loro identità». Ed «è importante, quindi, che si faccia tutto il possibile per far crescere i bambini in una famiglia unita e stabile». Inoltre, scandisce, «un ambiente familiare non sereno, la divisione della coppia dei genitori e, in particolare, la separazione con il divorzio non sono senza conseguenze per i bambini». ''E' importante - ha aggiunto - che si faccia tutto il possibile per farli crescere in una famiglia unita e stabile'' Per questi motivi, occorre «sostenere la famiglia e promuovere il suo vero bene, i suoi diritti, la sua unità e stabilità è il modo migliore per tutelare i diritti e le autentiche esigenze dei minori». A tal fine, Benedetto XVI invita vescovi e sacerdoti ad «esortare i coniugi a non perdere mai di vista le ragioni profonde e la sacramentalità del loro patto coniugale e a rinsaldarlo con l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera, il dialogo costante, l'accoglienza reciproca ed il perdono vicendevole». In occasione della Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Benedetto XVI ricorda poi la memoria del card. Alfonso Lopez Trujillo, che «per ben 18 anni ha guidato il dicastero con appassionata dedizione alla causa della famiglia e della vita nel mondo di oggi». Al successore, card. Ennio Antonelli, il Papa esprime «viva gratitudine» e un incoraggiamento per le iniziative intraprese dal dicastero a tutela dell'infanzia e per la preparazione del matrimonio con la imminente pubblicazione di un «vademecum», nel quale è rilanciata la proposta ratzingeriana di un itinerario per la formazione e la risposta alla vocazione coniugale che comprende, come prima tappa, una «preparazione remota» rivolta ai bambini, agli adolescenti e ai giovani e «coinvolge la famiglia, la parrocchia e la scuola, luoghi nei quali si viene educati a comprendere la vita come vocazione all'amore, che si specifica, poi, nelle modalità del matrimonio e della verginità per il Regno dei Cieli». «In questa tappa - chiede il Papa - dovrà progressivamente emergere il significato della sessualità come capacità di relazione e positiva energia da integrare nell'amore autentico». Ovviamente c'è poi una «preparazione prossima» al matrimonio, che «riguarda i fidanzati e dovrebbe configurarsi come un itinerario di fede e di vita cristiana», e una «preparazione immediata» che ha luogo in prossimità del matrimonio: «oltre all'esame dei fidanzati, previsto dal Diritto Canonico», per il Papa teologo «essa potrebbe comprendere una catechesi sul Rito del matrimonio e sul suo significato, il ritiro spirituale e la cura affinché la celebrazione del matrimonio sia percepita dai fedeli e particolarmente da quanti vi si preparano, come un dono per tutta la Chiesa, un dono che contribuisce alla sua crescita spirituale». In questo settore cruciale per la Chiesa, conclude il Papa tedesco, «i vescovi promuovano lo scambio delle esperienze più significative, offrano stimoli per un serio impegno pastorale in questo importante settore e mostrino particolare attenzione perché la vocazione dei coniugi diventi una ricchezza per l'intera comunità cristiana e, specialmente nel contesto attuale, una testimonianza missionaria e profetica». Le parole del Papa tedesco sono apprezzate da tutti: laici e cristiani, credenti e non, ma occorre fare un discernimento affinché non crei nell'immaginario collettivo l'idea che tutti i preti siano pedofili. Ancghe se abbiamo avuto alcuni - e dico alcuni esempi di pedofilia fra il clero - non possiamo generalizzare i sacerdoti che sono impegnati nelle parrocchie, nelle scuole, nelle carceri, negli Ospedali, nella Charitas, nelle Curie vescovili, negli Orfanotrofi, nei Lebbrosari, nelle Missioni e accanto ai malati terminali di Aids. Troppo spesso mi capita di sentire con faciloneria e leggerezza questa ignobile equazione prete=pedofilo. E' un'offesa, un insulto e una calunnia verso coloro che si spendono (gratuitamente e disinteressatamente per gli altri). Ricordiamoci sempre che accanto agli ultimi della terra vi sono sempre religiosi, religiose e sacerdoti che non necessariamente hanno patologie gravi. Il segnale il Papa l'ha dato chiro e inequivocabile ai preti che commettono scandali abominevoli: tolleranza zero, riduzione allo stato laicale e perdono alle vittime. Infine la netta disapprovazione e condanna per le violenze sui minori. Guardiamo anche alla Chiesa che non fa notizia ma esiste. Purtroppo nella nostra società basata sull'immagine, sui media, sui giornali fanno notizia gli Usa, l'Australia e l'Irlanda. Noi ovviamente siamo fermamente contrari a che un prete abbia un comportamento non conforme al Vangelo di Cristo, essendo egli un ministro di Dio e un alter Christus, ma su 400 mila sacerdoti e 4.800 Vescovi, cerchiamo di guardare anche le luci che troppo spesso trasmissioni Rai faziose e strumentali non mettono in onda volutamente vero Santoro? L'obiettivo è accrescere la folla di anticlericlali e laicisti, e, di fatto, negare Dio e la sua morale. Ma se la Chiesa esiste ancora dopo 2010 anni una ragione deve pur esserci: la Chiesa è santa e immacolata e alcuni suoi figli sono gli unici responsabili della sue colpe storiche compreso lo scandalo che grida vendetta a Dio e agli uomini della pedofilia.


Alberto Giannino
alberto.giannino@gmail.com  

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