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POLITICA
DA SERRACCHIANI A TRAVAGLIO, AD ANNOZERO È NOTTE FONDA

Società & scandali(30/10/2009) -

Se questo è un Paese civile… verrebbe da dire, parafrasando la buon’anima di Primo Levi. Perché, guardando la puntata di Annozero andata in onda ieri sera su Rai2, ogni interrogativo è più che lecito. Il quadro che è emerso, grazie all’approfondimento dello scandalo che ha indotto Piero Marrazzo a dimettersi dalla guida della Regione Lazio, è grottesco, per non dire raggelante. Limitatamente alla sola città di Roma, stando alle testimonianze emerse - testimonianze che fino a questo momento non hanno trovato alcuna smentita - sembrerebbe che gran parte dei personaggi pubblici che vi bazzicano siano frequentatori abituali di festini a base di cocaina e sesso a pagamento con dei transessuali. In questa folta schiera, dicono ancora i bene informati - che sono poi gli stessi viados di cui sopra - oltre a tanti personaggi del mondo dello spettacolo, ci sarebbero numerosi politici, soprattutto deputati, appartenenti indistintamente a entrambi gli schieramenti. Ora, a meno che non sia intervenuto proprio ieri notte un provvedimento di legge che liberalizza la cocaina e la prostituzione, mi parrebbe di capire che questo scenario non sia altro che la conferma di come chi per primo dovrebbe garantire la legalità, nello Stivale, è al contrario chi la calpesta allegramente, forte di una posizione decisamente privilegiata. Chi oggi tira le redini di questa povera patria, tanto per scomodare Franco Battiato, è gente che, in buona misura, paga in nero i propri portaborse ed è dedita alla droga e alla frequentazione di prostitute. In qualunque Paese civile, da una situazione del genere sarebbe derivata un’insurrezione dell’opinione pubblica tale da scatenare un terremoto capace di placarsi solo con le dimissioni di massa dell’intero Parlamento. E questo solo come antipasto. Ma che l’Italia sia un posto civile dove vivere è ormai una leggenda a cui credono solo coloro che la raccontano per legittimare il proprio stipendio di amministratore pubblico. A calpestare la legalità, del resto, sono gli stessi sedicenti paladini della giustizia, come Michele Santoro, che in studio permette a personaggi totalmente privi di titoli, come nel caso di Giulia Innocenzi, di rubare il lavoro alle decine di migliaia di giornalisti disoccupati che più di lei meriterebbero di stare in televisione a svolgere interviste su fatti di cronaca. Anche quello di esercitare una professione abusivamente sarebbe un reato, in questo fantastico Paese. E’ come se una persona che non è abilitata facesse il medico. E la cosa peggiore è che Santoro è recidivo perché l’Innocenzi ha due illustri antesignane: Beatrice Borromeo e Margherita Granbassi. Quest’ultima perfino con l’aggravante che quando ha iniziato a lavorare ad Annozero era ancora un carabiniere. Per non parlare del fatto che certe violazioni avvengono ogni settimana pubblicamente, anche sotto gli occhi dei rappresentanti delle istituzioni che dovrebbero vigilare sul corretto adempimento del dovere di informazione. A chiudere il cerchio, sono i limiti sempre più conclamati della classe politica, al di là dell’onestà o meno di chi la compone. Sempre ieri sera, si è esibita in una serie di topiche tale Debora Serracchiani. Questa rampante 38enne è attualmente europarlamentare nelle file del Pd e, in Friuli Venezia Giulia, pare sia il deputato che ha ricevuto più voti alle scorse elezioni. Nella vita privata, dicono sia avvocato ed è talmente preparata da non saper distinguere una richiesta da parte di un pm a una pena detentiva, come nel caso di Fabrizio Corona, da una condanna. Ma non finisce qui. Sebbene la puntata fosse incentrata su Marrazzo, Marco Travaglio non ha saputo resistere alla tentazione di prendersela con Silvio Berlusconi, chiamando in causa due attentati che il premier avrebbe subito nel 1975 e nel 1988. Attentati che Sua Emittenza - e questa sarebbe la sua grande colpa - non avrebbe denunciato per paura di ulteriori ritorsioni. Per inciso, il Cavaliere sarebbe altresì artefice, secondo il giornalista del Fatto Quotidiano, delle stesse sventure capitate all’ex conduttore di Mi manda Rai3, per il sol fatto di avergli personalmente segnalato la presenza del video che lo comprometteva. Preso atto di ciò, Serracchiani ha invocato le dimissioni del presidente del Consiglio, sulla falsariga di quanto ha fatto l’ormai ex governatore del Lazio, andando a sbattere, tuttavia, contro la lecita obiezione del direttore di Libero, Maurizio Belpietro: “Ma Berlusconi, nel 1975 e nel 1988, da cosa avrebbe dovuto dimettersi?”. Ora, se qualcuno aveva ancora dei dubbi sulle ragioni per cui il centrodestra vince le elezioni, osservando in cosa consiste il nuovo che avanza nel centrosinistra qualche risposta dovrebbe essersela pure data. Certo, di fronte a tanta inconsistenza, se è vera la massima per cui la grandezza di un uomo si misura attraverso la grandezza dei suoi nemici, sarà veramente dura accreditare Berlusconi come il più grande presidente del Consiglio della Repubblica italiana. Anzi, dopo le rivelazioni di ieri, pare che la notte della Repubblica sia davvero fonda. Pertanto, l’ultimo che se ne va, cortesemente, spenga la luce…

Fabio Bonasera
fabiobonasera@libero.it
www.fabiobonasera.wordpress.com

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