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| POLITICA |
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| A MESSINA TUTTI SAPEVANO: TENETEVI I VOSTRI TRENTA DENARI DI GIUDA E NON PARLATECI DI ETICA E MORALE |
(04/10/2009) - È raro che un atto giudiziario venga accolto con tanti punti interrogativi come è capitato nel caso degli esposti - denunzia (inascoltati?) sui possibili pericoli ambientali nella zona sud di Messina, oggi divenuta tristemente famosa, dopo i morti e i dispersi. Si chiedono in molti come sia stato possibile che gli organi preposti abbiano potuto non comprendere ciò che Legambiente o semplici cittadini denunciavano... potremmo rispondere che è la normalità se l'avversario è un potente. E per potente non si intende Berlusconi, tanto per citare uno che va per la maggiore... Da queste parti per essere intoccabili basta possedere terreni edificabili, frequentare circoli nautici o casinò, aver frequentato gli stessi istituti di un magistrato... Potente è colui che costruisce palazzine anche in luoghi impossibili per costruttori "normali" e che può mettere a disposizione agli amici degli amici, appartamenti a prezzo stracciato o imprese per lavori gratuiti in ville; potente è il medico che cura gli interessi e la salute di altri potenti e all'occasione può aiutare a eliminare anche gravidanze scomode; potente è quel personaggio che mette in contatto universi apparentemente lontani (lecito con l'illecito); potente è colui che ha conoscenze al Fallimentare o alla Commissione Tributaria... Dunque vi abbiamo dimostrato che per fare chiudere gli occhi a qualche controllore messinese, non occorre scomodare Berlusconi nè usare le prestazioni della D'Addario. Il sacco edilizio di Messina ha precisi responsabili che grazie alle coperture e complicità di cui godono tutt'ora non hanno mai pagato in Tribunale per le loro colpe. E che vengano oggi certi inviati nazionali a farci la morale - dopo che hanno omesso per anni di scrivere su talune vicende giudiziarie per non avere problemi - ci fa indignare ancora di più: tenetevi i vostri trenta denari di Giuda e non parlate ai messinesi onesti che combattono ogni giorno in trincea, di etica e morale. Che cosa dobbiamo attenderci dalla Procura di Messina? E che cosa dalla Politica? Una pioggia di domande finora senza risposte. Una tempesta di dubbi, una contrapposizione di "princìpi e ragion di Stato", un evidente imbarazzo fra e dentro le forze politiche, perché i "fatti di Messina" si sono svolti allo scadere dell'Amministrazione di centrosinistra di Francantonio Genovese e quella nuova di centrodestra di Giuseppe Buzzanca. Con gli stessi protagonisti, da una parte e dall’altra, gli stessi metodi di complicità urbana, le stesse disposizioni per la difesa di un’area della città. Credete forse che il pericolo ambientale sia solo nei luoghi dell'odierno disastro? No! C'è una intera città che è a rischio frana, stadio San Filippo compreso, ma sembra che non interessi molto... Ci sono colline saccheggiate da colate di cemento ma neppure quelle hanno commosso i controllori se le case, le villone, i mostri sono ancora oggi, con vista panoramica sullo Stretto. Più che una lotta agli speculatori del territorio, sembra una corsa all'oro grigio. Dentro questa differenza la peculiarità della storia tutta messinese del furto del bene pubblico, dove nessuno deve scrivere o denunziare e se lo fa, viene "gambizzato" nei modi più sottili: querele, raccomandazioni negative, carcere preventivo pur senza aver commesso reati, isolamento sociale, quasi fosse uno malato di peste. È a questo punto che nella vicenda si è innestato il solito, ormai patologico "intervento a gamba tesa" della natura. Stanca di essere violentata ha sputato fango uccidendo persone innocenti e causando decine e decine di milioni di euro di danni. Ciò che conta ora è che indagini e decisioni della Magistratura messinese siano serie, imparziali e seriamente motivate. Per tutto questo, è necessario che la politica faccia un passo indietro in una vicenda troppo seria per finire nel solito copione destra-sinistra.
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