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ATTUALITÀ
CONFERENZA STAMPA PER MOBILITAZIONE PRECARI TUTOR CEPU/GRANDI SCUOLE

Culture(09/06/2008) - Il gruppo Cepu conta almeno 3000 tutor nelle 120 sedi dislocate in tutta Italia e la mattina dello sciopero (il 12 maggio) tutti i tutor di Grandi Scuole della sede di Bologna hanno partecipato al presidio indetto da NidiL Cgil e Alai Cisl bolognesi, lasciando praticamente vuota la sede. Il messaggio che si è voluto lanciare all’azienda  con questo sciopero è che non eravamo più disponibili ad  aspettare: nella stessa giornata l’azienda ha  fatto sapere di essere disponibile al confronto. 
I collaboratori della sede di Bologna non si sono fatti intimorire dal possibile ricatto del mancato rinnovo dei contratti, che vengono stipulati da Settembre a Giugno, e hanno partecipato al presidio dimostrando che insieme è possibile rivendicare i propri diritti, e che uniti si ha anche la forza per ottenere risultati concreti e maggiori tutele sociali.  A seguito dello sciopero bolognese, anche in altre sedi Cepu i lavoratori hanno deciso di “sindacalizzarsi”: a Messina, dove il 50% dei lavoratori ha aderito a NIdiL CGIL, sono state organizzate diverse assemblee tra i lavoratori che hanno espresso una forte solidarietà con i colleghi di bologna. Con questa iniziativa di lotta si  può avviare  un percorso di mobilitazione che coinvolga i lavoratori di  tutte le altre sedi di Cepu e Grandi Scuole (VAI SUL SITO www.iprecaridicepu.net )  
Le diverse iniziative hanno, infatti, prodotto già un primo risultato: Cgil, Cisl e Uil incontreranno i vertici Cepu – Grandi scuole il 12 giugno e al centro della trattativa c’è la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Il 90% dei tutor è impegnato da Cepu/Grandi Scuole con contratti a progetto: senza retribuzioni in linea con il CCNL di settore, senza diritti sociali e, come si diceva, senza tutele da licenziamenti senza giusta causa. Il contratto a progetto però deve misurarsi con le indicazioni previste dalle circolari ministeriali. In particolare, non si possono stipulare contratti a progetto in cui la prestazione richiesta coincida con l’attività principale o accessoria dell’impresa e non può esservi assoggettamento o controllo da parte del committente direttamente o attraverso interposta persona (team leader, supervisori, ecc). In presenza di tali condizioni il contratti a progetto si vanno trasformati in contratti di lavoro dipendente. I tempi, però, sono stretti: sia perché i contratti di questi collaboratori sono in scadenza a Giugno, sia perché la L 31/2008 di conversione del decreto 248/07 (c.d Milleproroghe) ha esteso sino al 30/09/2008 i termini, già previsti dalla Finanziaria ’07, per la sottoscrizione di accordi per la regolamentazione delle collaborazioni a progetto. Conferenza stampa Martedì 10 Giugno alle 11.30. Salone della Camera del Lavoro.
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